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"Dante in esilio", Domenico Peterlini (attribuito), 1860 circa (Wikipedia)

"Dante in esilio", Domenico Peterlini (attribuito), 1860 circa (Wikipedia)

10 marzo 1302: l'esilio di Dante da Firenze

Oltre settecento anni fa il sommo poeta veniva condannato ad abbandonare la città di Firenze: un esilio inevitabile, da cui non fece più ritorno

Tra i grandi autori della letteratura italiana, Dante Alighieri è quello del quale ci sono giunte il minor numero di notizie biografiche certe.

Del tutto assenti o rarissimi sono i riferimenti che il poeta ci fornisce sulla sua vita personale, a cominciare dalla data di nascita: nato sotto il segno dei Gemelli nel 1265, il suo compleanno è collocabile tra il 14 maggio e il 13 giugno. 

Nel 1277, a soli dodici anni, venne promesso a Gemma Donati, che sposò negli anni successivi e dalla quale ebbe tre (o forse quattro) figli. Secondo quanto riportato nell'opera "Vita Nova", nel 1283 incontrò Beatrice esattamente 9 anni dopo il loro primo incontro da bambini. 

Appartenente alla piccola nobiltà cittadina, fin da giovane Dante ebbe una formazione culturale ampia e variegata, mentre si avvicinerà all'attività politica verso la fine del '300.

Una carriera preceduta da numerosi impegni militari: l'11 giugno del 1289 partecipò alla battaglia di Campaldino contro gli aretini, nello stesso anno combattè i pisani a Caprona, e nel marzo del 1294 ebbe l'onore di accompagnare Carlo Martello in visita a Firenze. 

Negli anni successivi rivestì importanti cariche pubbliche, fino ad essere eletto Priore - uno dei rappresentanti del governo che componeva la Signoria di allora - nel 1300.

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