Nardella lancia un patto sociale anti razzismo, la risposta della città (e quella di Salvini)

La proposta del sindaco all'indomani dello sfregio alla targa che ricorda Idy Diene, la Lega: “Serve un patto anti Nardella”

Dario Nardella, foto d'archivio

Un 'patto sociale contro il razzismo'. La proposta del sindaco Dario Nardella è arrivata ieri sulle pagine di Repubblica e in città sono già molte le associazioni di categoria che hanno epsresso la volontà di collaborare con gesti concreti.

Su Repubblica Nardella ha espresso una "fortissima preoccupazione" per fatti successi in Italia nelle ultime settimane "dalla scorta a Liliana Segre (la senatrice di 89 anni, sopravvissuta ai campi di concentramento nazisti e ora minacciata vigliaccamente sui social, ndr), ai cori contro Balotelli, fino alla vernice sulla targa per Idy Diene", quest'ultimo caso lo scorso week end qui a Firenze, sul ponte Vespucci, dove l'ambulante senegalese fu ucciso.

Un 'patto' in divenire, per firmare il quale Nardella convocherà associazioni di categoria, rappresentanze politiche e religiose intorno ad un tavolo, ma intanto il sindaco chiede a tutti "un impegno concreto e visibile per diffondere la cultura del rispetto e del dialogo".

Una delle prime sigle a rispondere è Confartigianato Firenze, con il presidente Alessandro Sorani, che propone: “Creiamo un logo che diventi un'affermazione forte e chiara di antirazzismo e di solidarietà. Un simbolo da studiare al più presto, di comune accordo con tutte le categorie economiche e da esporre su tutte le vetrine di negozi, botteghe, nei mercati e nei centri di aggregazione”.

Sostegno alla proposta di Nardella anche da Arci, Camera di Commercio, Confesercenti, Acli, Cgil e molte altre sigle.

Decisamente più fredda, tra le forze politiche, la risposta della Lega. “Il patto di Nardella? Prima di firmarlo voglio leggerlo”, svicola Matteo Salvini, ieri pomeriggio a Firenze (la seconda volta in una settimana dopo la conferenza stampa sulle regionali) per inaugurare il consolato di Israele in via della Spada insieme al console onorario Marco Carrai (sì, proprio lui, il presidente di Toscana Aeroporti e renzianissimo Carrai, che di Salvini ieri ha apprezzato soprattutto la vicinanza ad Israele affermando: “Matteo (Salvini, ndr) è un amico”).

In mattinata anche il capogruppo leghista in consiglio comunale Federico Bussolin aveva respinto al mittente. “Noi siamo in prima linea contro il razzismo. Il fatto è che il sindaco non è in grado di garantire la sicurezza, come dimostra l'aggressione alle Cure (dove un giovane nigeriano è stato aggredito a pugni nei giorni scorsi, gli autori sarebbero due cittadini di etnia rom ndr). Ne è il primo responsabile e allora serve un patto anti Nardella”, la provocazione di Bussolin.

E a proposito di sicurezza, né quest'ultimo né Salvini danno troppa rilevanza ai fatti di Siena dei giorni scorsi, dove la polizia ha smantellato una cellula di estrema destra che nascondeva un imponente arsenale di armi e progettava, come risulta dalle intercettazioni, di far esplodere la moschea di Colle Val d'Elsa.

“Ci sono pochi idioti. Da una parte e dall'altra, nostalgici della violenza. Non c'è né pericolo fascismo né pericolo comunismo”, dice Salvini, che fa il solito minestrone, mischiando tutto anche quando, come in questo caso, sembra esserci ben poco da mischiare.

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