Coronavirus e fase 2, le categorie pressano per riaprire i mercati ambulanti: “Sono sicuri”

Confesercenti e Confcommercio chiedono a sindaci e Regione di ripartire subito, fin dal 4 maggio

Si moltiplicano, da parte delle categorie colpite direttamente, gli appelli e le pressioni per le riaperture nella cosiddetta fase 2 del coronavirus, in partenza lunedì 4 maggio. Tra gli ultimissimi, solo per fare due esempi, parrucchieri e ristoratori.

Il governo ha invece annunciato una riapertura graduale per le varie attività economiche, temendo che una riapertura totale subito possa far ripartire il contagio.

Oggi, tra gli altri, arriva anche l'appello di Confesercenti e Confcommercio per far ripartire subito, da lunedì prossimo, 4 maggio, anche i mercati non ambulanti (per esempio quello delle Cascine del martedì mattina, per intendersi, ma ce ne sono molti altri di dimensioni più piccole).

“Due mesi di stop sono troppi per piccole e piccolissime imprese del commercio ambulante. Sindaci e Regione Toscana autorizzino i mercati, per la parte alimentare e non, dal 4 maggio, altrimenti il 35% delle nostre attività potrebbe non riaprire mai più”, l’appello di Rodolfo Raffaelli (Fiva-Confcommercio) e Maurizio Innocenti (Anva-Confesercenti).

“In Toscana solo alcuni comuni hanno autorizzato lo svolgimento dei mercati, solo per la parte alimentare, frutta e verdura. Ma in questo momento di grande paura i clienti dei nostri banchi, spesso anziani, sono diminuiti molto e gli incassi languono. Per il settore non alimentare, poi, il blocco è totale ovunque, dopo il decreto dell’11 marzo”.

“La maggior parte delle imprese del commercio ambulante è poco strutturata e di piccole dimensioni, spesso è a gestione familiare. Insomma, non c’è la forza finanziaria e psicologica per sopportare oltre questo stop forzato degli incassi. Anche perché nel frattempo le spese di gestione continuano”, sottolineano Raffaelli e Innocenti, che chiedono anche maggiori aiuti diretti, a fondo perduto, oltre al blocco di tutte le tasse (su quelle locali ogni Comune si muove diversamente, Firenze ha prorogato le imposte dovute per gli ultimi mesi e il sindaco Nardella ha chiesto che il governo dia ai Comuni le risorse per eliminarle definitivamente).

Confesercenti e Confcommercio premono soprattutto la riapertura dei mercati non alimentari. “Si svolgono all’aperto e possono garantire standard di sicurezza e distanziamento sociale. Il Coronavirus non scomparirà a breve, quindi - concludono i due presidenti regionali delle associazioni di categoria -, dobbiamo trovare il modo di conviverci senza rinunciare a vivere e lavorare”.

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Difficile che possano ripartire il 4 maggio, cioè tra pochi giorni. E' già prevista la ripartenza di numerose attività e si dovrà vedere anche come risponderà il trasporto pubblico locale all'aumento dei passeggeri. Staremo a vedere.

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