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Economia

Coronavirus: estetisti e parrucchieri in rivolta per la fase 2

 “Situazione drammatica, perdite da 21 milioni di euro per il settore”

Monta la rabbia all'interno dei saloni di estetica dopo che ieri sono state calendarizzate le riaperture - la fase due - seguite al lockdown. Per il comparto la saracinesca rimarrà abbassata fino a giugno. Il timore è che, oltre a dover come tutti soffrire la crisi economica legata al coronavirus, si sprofondi a causa del lavoro sommerso di personale abusivo. 

Un comparto, quello del benessere, che solo nell'area fiorentina comprende 2.500 imprese, tra acconciatura, estetica, tatuaggi e piercing. Circa 8mila gli addetti impiegati nel settore. 

In tre mesi, da marzo a maggio, Confartigianato stima una perdita economica di 21 milioni di euro, pari a quasi il 20% del fatturato annuo, senza contare le ripercussioni sull’occupazione.

“La situazione è drammatica. Siamo pronti a manifestare nonostante le restrizioni - commenta Claudio Barbetti, presidente Benessere Confartigianato Firenze -  L’intero comparto è già in estrema difficoltà e l'intensificazione delle pratiche abusive, con estetiste e parrucchieri a domicilio ad esempio, rende la situazione non più controllabile.  Il mix di lockdown e concorrenza sleale sta generando già ampie perdite e con il protrarsi della chiusura la quota di mercato regolare erosa dal sommerso non può che aumentare”.

Una situazione esplosiva, “sia dal punto di vista economico che sanitario. Un paradosso, soprattutto in Toscana dove abbiamo la normativa più stringenti in termini di sicurezza e salute - continua Barbetti - Ci candidiamo ad essere la regione pilota per sperimentare una sorta di cantiere per la sicurezza nei centri benessere e per i tatuatori, così da poter riaprire prima e garantire la sopravvivenza di tante attività economiche”. 
 

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