Scandalo parcheggi abusivi, opposizioni contro Nardella: “C'è responsabilità politica, dimettiti”

Bufera in consiglio comunale sulla Sas, la replica del sindaco: “Non prendo lezioni di legalità, l'inchiesta l'abbiamo voluta noi”

Foto d'archivio

Lo scandalo Sas, con i 12 arresti di lunedì scorso tra parcheggiatori abusivi e vigilini (in manette è finito anche il capo dei controllori della sosta Nicola Raimondo) è piombato questo pomeriggio in consiglio comunale.

Esattamente una settimana dopo, era l'alba di lunedì scorso, l'operazione della polizia municipale (coordinata dal sotituto procuratore Paolo barlucchi), che ha eseguito la retata.

E in questa settimana ne sono uscite di tutti i colori. Il nocciolo dell'inchiesta, dopo indagini di oltre diciotto mesi, si focalizza sul 'patto' tra ausiliari della sosta di Sas (i cosiddetti 'vigilini', ne sono coinvolti ben 9 su un totale di 13) e parcheggiatori abusivi: si sarebbero accordati per anni per spartirsi il 'malloppo' taglieggiato agli automobilisti che parcheggiavano sulle strisce blu, soprattutto in piazza Vittorio Veneto, alle Cascine.

Ma sono emerse anche maxi pause pranzo di tre ore, falsificazioni di verbali, multe annullate ad amici ed amici degli amici. Con telefonate a dir poco imbarazzanti partite anche da Palazzo Vecchio.

“Forza Italia è garantista e lo rimarrà sempre, ma io non saprei nemmeno a chi rivolgermi per farmi annullare un verbale. Possibile che in una società così piccola come Sas in tutto questo tempo nessuno si sia accorto di nulla? Chi doveva controllare cosa faceva? La responsabilità politica è vostra e c'è tutta”, attacca il capogruppo di Forza Italia Jacopo Cellai.

Sas, del resto, è una partecipata al 100% del Comune di Firenze. Ma il sindaco Dario Nardella non ci sta e, come fatto da inizio della settimana scorsa, contrattacca.

“Non prendiamo lezioni di legalità da nessuno. Il dato più importante è che abbiamo sgominato una banda di parcheggiatori abusivi e questa inchiesta l'abbiamo voluta noi, è nata da una nostra precisa e dimostrabile volontà”, scandisce il sindaco nel salone dei Dugento, in un lunghissimo intervento di un'ora e mezza.

A riprova, il sindaco cita alcune mail e verbali della passata consiliatura. Una mail inviata alla polizia municipale dove l'allora assessore alla sicurezza Federico Gianassi chiede di “organizzare un intervento energico contro i parcheggiatori abusivi” e anche di “sapere quali azioni, anche con rilevanza non solo amministrativa, possiamo mettere in campo per debellare questo fenomeno".

Nardella cita anche verbale di una riunione di inizio 2017 dove chiede di “avviare un'attività d'indagine con la polizia municipale (sul fenomeno dei parcheggiatori abusivi, ndr) e trasmetterla all'autorità giudiziaria”.

Ma le opposizioni non ci stanno. Di “scandalo annunciato”, parla Federico Bussolin (capogruppo della Lega). “Chiedete scusa ai fiorentini. E' una questione giudiziaria ma anche politica, non c'è stata alcuna trasparenza in questi anni”, attacca Bussolin, chiedeno le dimissioni di Gianassi (ora assessore alle partecipate, delega che però non aveva all'epoca dei fatti contestati, ndr). Mentre, sempre dal Carroccio, il vicepresidente dell'assise Emanuele Cocollini chiede le dimissioni anche dello stesso Nardella.

“La città merita delle scuse”, chiedono anche Palagi e Bundu della sinistra. Mentre Fratelli d'Italia organizza un sit-in sotto Palazzo Vecchio con tanto di maxi multa finta plastificata e il cartello 'Noi le multe le paghiamo'.

“Sas non ha più ragione di esistere. E' stata creata nel 2000 dall'allora 'sceriffo' Cioni per occuparsi di manutenzione ordinaria e straordinaria delle strade, mansioni ora in mano a Global Service”, dice il capogruppo di Fdi Alessandro Draghi. 

"I cittadini onesti pagano le multe e non hanno santi in paradiso a cui chiedere di farsele cancellare – attacca ancora Draghi -. Un aspetto dello scandalo 'parcheggiopoli' poco toccato dal sindaco se non addirittura ignorato”.

“Ci sono stati episodi gravi, da non trascurare, ma noi non ci siamo nascosti dal dibattito e non lo faremo. Se saranno accertate responsabilità anche tra dipendenti del Comune pagheranno, ma ripeto che questa banda è stata sgominata anche per la nostra precisa volontà, fermo restando un grazie alla procura di Firenze”, replica Nardella.

Il sindaco ha poi ricordato il commissariamento di fatto della Sas nelle mani del vicedirettore del Comune Domenico Palladino. “Ho chiesto le dimissioni di Cristiano Rebecchi (il direttore generale di Sas, ndr). E' il massimo che possa fare perché la legge mi impedisce di destituirlo”, aggiunge Nardella.

C'è poi il caso di Jacopo Vicini, 33enne membro della segreteria del sindaco indagato per corruzione elettorale (avrebbe dato biglietti di un concerto in cambio della promessa di voti per le scorse amministrative).

“Il suo avvocato ha già detto che è completamente estraneo al filone dell'inchiesta sui parcheggiatori abusivi. Ho fiducia nella magistratura e – chiosa Nardella -, auspico che Vicini possa chiarire tutto al più presto”. Vicini che peraltro è a processo per turbativa d'asta, al pari dell'attuale assessore alla sicurezza Andrea Vannucci, per il caso cosiddetto 'Piscinopoli'. (Sopra foto d'archivio, sotto il sit in di oggi pomeriggio di Fratelli d'Italia)

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