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Montanari: "Censura contro l'arte critica". Ma Palazzo Vecchio smentisce: "L'opera resterà lì"

Botta e risposta su un murales di Nemo's

Tomaso Montanari all'attacco, con un articolo sul Fatto Quotidiano di oggi, per una "opera censurata" da Palazzo Vecchio. Ma, stando alla replica dell'amministrazione, "l'opera resterà dov'è". Dunque, nessuna censura a quanto pare.

"Come tutti i sistemi di potere al capolinea, il pallido granducato fiorentino di Dario Nardella tramonta nel grottesco", si legge nell'articolo di Montanari sul Fatto, ripreso e condiviso anche sui social, al pari delle foto del murale al centro della querelle (foto sopra dalla pagina Facebook dell'Associazione 11 Agosto, lanciata dallo stesso storico dell'arte poche settimane fa).

Al muralista Nemo's, come ricostruisce Montanari, "è stato chiesto di realizzare un murale che raccontasse la città di Firenze, parlando della situazione sociale e culturale contemporanea", nell'area oggetto di ristrutturazione dei nuovi locali per le residenze d’artista del Museo del Novecento, "diretto da Sergio Risaliti, inarrivabile guru culturale del regime nardelliano", scrive il rettore dell'Università per straniera di Siena.

"L’artista, nella sua sacra autonomia, difesa perfino dalla Costituzione, ha preso spunto – sono parole sue – dalla 'situazione immobiliare e speculativa degli affitti, sempre più inaccessibili alla gente comune, dagli appartamenti usati come salvadanai, dall’affitto di zone pubbliche della città per feste private, che in passato hanno privilegiato grandi brand di lusso, sottraendo così parti del bene comune alla popolazione e alla comunità, da ‘Open to meraviglia’, una campagna di marketing oscena che riduce Firenze a poco più di un parco a tema per divertimenti'", riporta ancora Montanari.

Nel murale si vedono i tipici "bambini vecchi" di Nemo's, Palazzo Vecchio sembra una cassa (si vede un lungo scontrino che ne esce) e in lontananza la ruota panoramica che tante polemiche, ma anche apprezzamenti, ha suscitato. Secondo quanto scrive Montanari, che parla esplicitamente di censura, all'artista sarebbe stato chiesto di cancellare o modificare l'opera, perché, il riferimento ovviamente è al sindaco Nardella, "il grande mecenate, il novello Lorenzo il Magnifico, si adonta".

Come detto però arriva pronta la replica di Palazzo Vecchio, affidata alla vice sindaca Alessia Bettini, e dello stesso direttore Risaliti.

“Prende finalmente forma e vita la piccola casa delle arti di via Palazzuolo collegata al Museo Novecento. Con la selezione degli artisti e l’inaugurazione nelle prossime settimane delle nuove residenze per artisti arriva a compimento un lavoro importante, andando anche a inserirsi nel più ampio progetto di rigenerazione e rilancio della zona. In merito all’opera murale di Nemo’s e alla polemica di oggi di Tomaso Montanari, tengo a precisare che non c’è mai stata da parte di questa giunta alcuna volontà di censura nei confronti dell’artista e della sua opera, che infatti rimarrà al proprio posto e sarà inaugurata contestualmente alle residenze", assicura Bettini.

“Finalmente dopo un impegnativo lavoro di rigenerazione portato avanti dall’amministrazione il sogno si realizza e dalla fine di marzo queste stanze in via Palazzuolo saranno animate dalla presenza dei primi cinque vincitori del bando. Per qualcuno impegnato fin troppo a confondere incarichi scientifici e carriera politica tutto questo è forse secondario. Per il professor Montanari, che ci ha abituato alla sua figura di tribuno del popolo, in televisione e nelle piazze, è più strategico strumentalizzare una committenza intelligente alzando come suo solito la voce con tutta la retorica di cui è capace. Ho incontrato Nemo, l’artista invitato a realizzare un intervento all’ingresso delle residenze, e mi sono complimentato con lui. La censura non è di casa al Museo Novecento, tantomeno in via Palazzuolo", aggiunge Risaliti.

Per la cronaca la giuria, composta dal direttore Sergio Risaliti e dalle curatrici del Museo Novecento Eva Francioli, Francesca Neri e Stefania Rispoli, ha selezionato i quattro artisti e la curatrice che trascorreranno sei mesi in residenza al Museo Novecento: Friedrich Andreoni (1995), Lucia Cantò (1995), Benedetta Fioravanti (1995), Giovanna Repetto (1990) e Benedetta Casini (1991). "Le residenze al Museo Novecento - si legge in una nota - sono pensate come periodo immerso di formazione e ricerca, finalizzato anche alla produzione. Firenze è stata per secoli città di botteghe e di atelier d’arte, fucina di idee e di sperimentazioni artistiche, fonte di ispirazione per la crescita professionale e creativa".

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