Cronaca Centro Storico / Lungarno Generale Diaz

Voragine in lungarno Diaz: decine di sensori per monitorare la stabilità degli edifici

La Lega attacca, l'assessore Giorgetti: “Interventi subito anche dal lato del fiume”

Vigili del Fuoco intervengono sul lungarno Diaz

In arrivo oltre 30 sensori sui palazzi nei pressi della voragine apertasi nei giorni scorsi sul lungarno Diaz, per monitorarne la stabilità. Lo ha annunciato ieri in consiglio comunale l'assessore alle grandi infrastrutture Stefano Giorgetti, rispondendo ad un question time del capogruppo della Lega Federico Bussolin e facendo il punto sulla situazione.

“Dopo il crollo del lungarno Torrigiani (allora si ruppe un grosso tubo di Publiacqua, mentre in questo caso l'erosione sarebbe stata dovuta alle infiltrazioni dell'Arno 'da sotto', anche se i condizionali sono ancora d'obbligo, ndr) come amministrazione comunale siete cascati dal pero e abbiamo assistito ad un'imbarazzante rimpallo di responsabilità tra Comune e Publiacqua. Sui lungarni servono maggiori controlli”, l'attacco di Bussolin.

Trattandosi di un 'problema' che riguarda il muro d'argine, “la competenza è della Regione – ha sottolineato l'assessore -, che ha disposto interventi di somma urgenza”.

Per quanto riguarda i futuri cantieri “si tratterà di effettuare una verifica con 'saggi', per poi abbattere il manto stradale, disporre una rampa di discesa e consolidare il fondo”.

L'ammissione: "C'era un principio di erosione"

Si tratterà, come già emerso subito dopo l'emergere della voragine (di circa 500 metri cubi, scoperta solo grazie ad una fuga di gas) di cantieri piuttosto lunghi e complessi. Sui tempi ancora l'amministrazione non si sbilancia.

Tornando ai sensori, l'installazione è partita ieri, da parte del dipartimento di geologia dell'università di Firenze. Dovranno misurare eventuali cedimenti degli edifici circostanti, che al momento risultano sicuri, come confermato dalle perizie effettuate e poi dallo stesso sindaco Dario Nardella dopo il sopralluogo dei giorni scorsi.

Ieri sono iniziate anche le indagini cosiddette 'georadar' e 'geoelettriche'. Giorgetti ha infine fatto sapere che, a differenza di quanto ipotizzato inizialmente, dopo il tavolo tecnico la Regione “ha deciso di intervenire subito anche dal lato del fiume”, nonostante l'arrivo della stagione invernale e di possibili piene.

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