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Lungarno Diaz, voragine e polemiche: “C'era un principio di erosione”

A dirlo è un ingegnere del Genio Civile, la “cavità” scoperta grazie alla fuga di gas

“C'era un principio di erosione, ma non arrivavamo a pensare che la cavità potesse arrivare a questo livello”. A dirlo, oggi pomeriggio, nel sopralluogo sul lungarno Diaz dove è stata scoperta ieri sera una 'voragine' nel sottosuolo, è l'ingegnere responsabile del Genio Civile toscano Leandro Radicchi.

“Un principio derivante dalla dinamica d'alveo. Probabilmente la velocità della corrente dell'Arno che in qualche modo avrebbe scalzato la fondazione del muro di sponda”, aggiunge l'ingegnere.
Dalle poche informazioni che si hanno al momento, l'acqua all'interno della cavità, dell'Arno, sarebbe entrata dalla fondazione, infiltrandosi in qualche modo.

Ora bisogna capire come. Operazione non facile, perché ieri sera la cavità si era riempita di gas e l'intervento dei vigili del fuoco e dei tecnici di Toscana Energia si è concentrato sulla messa in sicurezza dell'area.

Per ora le immagini sono state prese con delle sonde (non sono state date misure della grandezza della cavità), nei prossimi giorni dovranno sicuramente essere fatti interventi più consistenti.

Forse a fine settimana potremo sapere modalità e tempi per il recupero (a tutti viene in mente il crollo del lungarno Torrigiani del 2016. In quel caso l'acqua che erose il terreno proveniva da un tubo rotto mentre in questo caso sarebbe arrivata 'da sotto'. A differenza che sul lungarno Torrigiani questa volta sarà più difficile intervenire sul lato del fiume perché si va verso l'inverno).

“Sono eventi contenuti, molto limitati, puntuali che tenevamo sotto osservazione, osservando e facendo delle indagini, predisponendo anche interventi lato fiume”, aggiunge tuttavia l'ingegner Radicchi, che “esclude” che ci possano essere sui lungarni altri tratti fragili.

“Lo escludo perché è stata fatta una mappatura completa dell'Arno e l'attenzione era proprio in questo punto per via dei risultati. C'erano poi in corrispondenza del Ponte Vespucci, dove il Comune è intervenuto per la messa in sicurezza, e qui dove eravamo appunto ad approfondire la situazione: abbiamo fatto dei carotaggi, geognostica e siamo andati avanti con la progettazione”.

Altra cosa, però è questa cavità, che “non so in quanto si sia formata”, anche “se può essersi aggravata, anche in modo considerevole, nel corso dell'ultima piena”. Sempre un anno fa, conclude, è stata fatta “una tomografia geoelettrica che, per strati, ha evidenziato un diverso valore della conduttività elettrica, sintomo di un'eventuale minore densità del terreno”.

E' stato possibile scoprire questa 'cavità' solo 'fortuitamente', a causa della fuga di gas. “La fuga di gas ci ha consentito di scoprire in modo tempestivo e senza conseguenze particolari questa situazione, ma tutto quello che succede sotto la sede stradale lo si scopre o fortuitamente e per qualche incidente”, dice il sindaco Dario Nardella, al presidio insieme all'assessore regionale Federica Fratoni.

“Stamani ho sentito il presidente della Toscana Rossi e abbiamo concordato di intervenire su questo tratto di lungarno Diaz in somma urgenza, utilizzando le risorse di cui la Regione dispone per situazioni di questo tipo che sono connesse alla situazione di calamità naturale che si sta verificando sulle rive dell’Arno. Continueremo con  monitoraggi per capire da dove arriva l’acqua e per mettere in sicurezza il sottosuolo di questo tratto di lungarno”, aggiune Nardella.

"Abbiamo deciso di costituire un gruppo operativo coordinato dal direttore generale Giacomo Parenti di concerto con il Genio Civile, sul modello del gruppo operativo che abbiamo costituito per il lungarno Torrigiani. Di questo gruppo faranno parte tutti i soggetti coinvolti in questo intervento perché si possa fare un lavoro attento”, fa sapere il sindaco.

“Quello che possiamo dire ad oggi è basato sull’esame del video realizzato grazie alla collaborazione di Publiacqua e delle foto dato che ancora non sono state effettuate ispezioni. Questo pomeriggio i Vigili del Fuoco insieme agli addetti di Toscana Energia stavano completando l’eliminazione delle ultime sacche di gas eventualmente presenti e la messa in sicurezza dell’area. La fase successiva, da domani al fine settimana, sarà dedicata alle indagini per capire l’entità della cavità sotto il manto stradale, già ridimensionata rispetto a quanto ipotizzato questa mattina sulla base delle prime immagini dei Vigili del Fuoco, e la tipologia di intervento da effettuare”, spiega poi l'assessore ai lavori pubblici Stefano Giorgetti.

"In questa prima fase i lavori saranno svolti dalla parte interna del muro di argine (dalla strada quindi) per le difficoltà di lavorare in alveo nella stagione invernale, soprattutto alla luce di quanto avvenuto negli ultimi giorni, e successivamente sarà valutato se lavorare anche lungo il fiume. Sulle cause - aggiunge Giorgetti -, in questa fase l’ipotesi più accreditata è che l’acqua dell’Arno sia passata sotto i muri d’argine drenando il materiale che era presente sotto la strada”.

L’assessore ha continuato ricordando che il tratto era “attenzionato” da parte della Regione sulla base di precedenti indagini da cui emergeva che si trattava di sacche limitate e sotto controllo. E che probabilmente le ultime piene, soprattutto quella appena passata, hanno contribuito ad accelerare il processo di drenaggio e di svuotamento parziale dell’area sottostante il manto stradale.

“L’obiettivo primario dell’Amministrazione è la messa in sicurezza e poi realizzare una sistemazione e il ripristino nei tempi più brevi possibile” ha concluso l’assessore Giorgetti.

Per quanto riguarda la viabilità, il lungarno Diaz resta chiuso da Ponte alle Grazie a piazza Mentana. La viabilità alternativa per raggiungere la piazza è da lungarno alle Grazie-piazza dei Cavallggeri-Corso Tintori-via Vagellai; per uscire piazza Mentana-via dei Malenchini-via dei Benci-lungarno alle Grazie/Ponte alle Grazie.

Da destra la Lega attacca. “Una voragine - dice il capogruppo del Carroccio in Palazzo Vecchio Federico Bussolin -, che grida vergogna. Il Lungarno Torrigiani non ha insegnato nulla. In quel caso si accusavano a vicenda Nardella e Publiacqua, e oggi la storia in Lungarno Diaz".

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