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Lotta alla violenza sulle donne: “Dobbiamo denunciare, non è tempo per tacere” \ FOTO - VIDEO

Anche Paola Alberti, madre di Michela, uccisa dall’ex, in piazza Santissima Annunziata con la Cgil. Sabato flash mob, Nardella: “Spero ci siano tanti uomini”

“Dobbiamo denunciare, non bisogna tacere ma aiutarsi, perché per fare un cambiamento occorre essere tutti coinvolti”. A dirlo Paola Alberti, madre di Michela Noli uccisa dall’ex nel 2016 e in piazza Santissima Annunziata insieme al marito Massimo per l’iniziativa promossa dalla Cgil in occasione della Giornata contro la violenza sulle donne. “Il problema parte dagli uomini, fermare questa mattanza, questo virus letale è possibile se cambiano mentalità e il loro approccio verso le donne”. Un cambio, ha poi aggiunto, deve però arrivare anche dalle istituzioni: “C’è bisogno di fatti.  Ad esempio io sono d'accordo sull'insegnamento dell'affettività, come Italia siamo indietro, negli altri Paesi d'Europa c’è già. Adeguiamoci, almeno questo. E poi è tutto valido ma se il femminicidio è già avvenuto è troppo tardi, bisogna prevenire”.

Dopo la manifestazione di ieri sera con migliaia di persone in corteo per ricordare Giulia Cecchettin e tutte le altre vittime di femminicidio, oggi una mattinata con letture pubbliche tratte dal libro ‘Ferite a morte’, la raccolta curata da Serena Dandini e Maura Misiti davanti a tanti studenti e studentesse del liceo scientifico Michelangiolo.  

“Quello che vediamo è solo la punta dell’iceberg - ha sottolineato Elena Baragli, presidente di Artemisia - Da gennaio abbiamo avuto oltre mille richieste di aiuto. È importante non stare zitte, il silenzio è un effetto della violenza ed è quello che vuole chi maltratta. Noi dobbiamo prendere la parola e sensibilizzare. Se sapete che c’è un’amica o una parente che vive una situazione del genere chiamate subito un centro antiviolenza”.

Lo sportello della Cgil

L’iniziativa odierna è stata anche l’occasione per fare il punto sull’attività dello sportello Donna chiama donna della Cgil Firenze che assiste le donne che hanno bisogno di tutele sul luogo di lavoro, anche perché vittime di molestie. Lo scorso anno da marzo a novembre ci sono stati 50 contatti diretti oltre a tantissime telefonate, numeri confermati anche nel 2023 e tornati ai livelli pre Covid, come ha detto Sandra Salvadori, che lo gestisce. Metà dei contatti riguardano questioni di vessazioni o molestie sul posto di lavoro, come quelle subite da due giovani all’interno di un ristorante da parte di un collega con il “benestare” del datore di lavoro. Ma c’è anche la badante picchiata dal figlio dell’anziano genitore che accudiva, con denuncia alle forze dell’ordine.

“La stabilità e la qualità del lavoro sono essenziali per permettere alle donne di emanciparsi da una relazione violenta - ha detto Cristina Arba, responsabile coordinamento Donne della Cgil - Invece l’Italia continua a collocarsi agli ultimi posti di tutte le classifiche. Servono investimenti strutturali per contrastare il livello occupazionale e salariale tra donne e uomini. Senza lavoro e salari adeguati, le donne non saranno mai libere”.

Il flash mob in piazza Signoria

Sabato alle 12.30 ci sarà un’altra iniziativa, un flash mob in piazza della Signoria promosso dal Comune di Firenze. “Lancio un appello agli uomini, di tutte le età e le condizioni sociali: facciamoci sentire. Dobbiamo essere noi a fare il primo passo e a denunciare anche amici o colleghi di lavoro che sappiamo comportarsi male con le donne”, ha detto il sindaco Dario Nardella, ribadendo poi che “gli uomini devono essere i primi a indignarsi”. “Mi auguro che sabato tutta la città si raccolga nel suo cuore civico, piazza della Signoria, per un flash mob che rappresenterà in modo tangibile il nostro impegno, senza tregua e senza arrestare di un millimetro, contro la violenza di genere”.

Manifestazione Cgil violenza di genere 22 novembre

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In migilaia in piazza per ricordare Giulia 

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