Cronaca

Tav, cantieri fermi. La Regione: “Ripartire con lo scavo del tunnel”

Da mesi non se ne parla, il 'passante fiorentino' nel caos e i costi lievitano 

Chi si ricorda del tunnel Tav sotto Firenze e della stazione Foster? I lavori per la realizzazione del 'passante fiorentino', aspramente criticato da numerose associazioni e comitati, sono di fatto fermi da mesi.

Le ultime notizie, prima dell'estate, non erano buone nuove: alla Foster cantieri bloccati, operai non pagati e costretti a licenziarsi per ottenere almeno le indennità di disoccupazione, grandi difficoltà finanziarie di Condotte Spa e di Nodavia (quest'ultima, controllata dalla prima, è il 'consorzio' incaricato dei lavori): entrambe hanno chiesto il concordato in tribunale.

Dalle istituzioni poche notizie chiare. Il sindaco Dario Nardella, che sulla Foster ha cambiato più volte idea, è da sempre favorevole al tunnel, come la Regione guidata da Enrico Rossi. Ieri l'assessore regionale ai trasporti Vincenzo Ceccarelli ha di fatto ammesso la situazione di stallo. Di fissare nuove tempistiche non se ne parla (l'ad Di Fs Mazzoncini a dicembre 2017 parlava di opera finita nel 2022).

“Sono fermi (i lavori, ndr) a causa delle vicende che conosciamo, della crisi dell'azienda che li deve realizzare. Rfi (Rete Ferroviaria Italiana, ndr) sta affrontando la crisi aziendale”, ha detto ieri Ceccarelli alla presentazione alla stazione di Santa Maria Novella di un nuovo treno Jazz per i pendolari toscani.

Ma ieri alla stazione di Rfi non si è fatto vedere nessuno. C'erano invece i vertici di Trenitalia. A loro, appellandosi anche al ministro dei trasporti Toninelli (dei 5 Stelle, da sempre contrari), Ceccarelli ha chiesto più investimenti in infrastrutture. “Non servono solo treni nuovi. Vogliamo anche nuove infrastrutture e al ministro ho chiesto di aiutarci a far ripartire la realizzazione del sottoattraversamento di Firenze”.

Per la Regione il tunnel (circa 7 chilometri, da Castello a Campo di Marte passando sotto la Fortezza, viale Lavagnini e piazza della Libertà) è un'opera fondamentale perché, prosegue Ceccarelli, “è necessario liberare spazio a Santa Maria Novella per agevolare la gestione del trasporto regionale”.

E' questo uno dei motivi spesso addotti a favore dell'opera: liberare i binari per i treni regionali . “Ma sulla Firenze-Bologna, da quando c'è la nuova linea ad alta velocità non è aumentato né migliorato il trasporto regionale”, ribatte Tiziano Cardosi del comitato No Tunnel Tav, che coordinerà questo week end al circolo Lippi di Rifredi la due giorni della 'Conferenza dei Territori', incentrata proprio sulle criticità connesse alle grandi opere.

“Il sottoattraversamento è uno spreco di denaro, inutile, pericoloso per il sottosuolo fiorentino e per gli edifici lungo il percorso. Anche Ferrovie ha ammesso che i passeggeri vogliono arrivare a Santa Maria Novella e non alla Foster (la nuova stazione che dovrebbe sorgere in via Circondaria, ndr)”, prosegue Cardosi.

Proprio per evitare una 'cattedrale nel deserto' l'ultimo progetto prevede che la Foster diventi un 'hub' di interscambio dove fermeranno anche pullman turistici e bus locali e regionali (se diventasse una stazione solo per i treni av, come inizialmente pensato, sarebbero troppo pochi i passeggeri in arrivo per giustificare una tale opera). Per quanto riguarda il 'risparmio di tempo', evitando ai treni av di entrare e uscire da Santa Maria Novella, si è parlato in passato di circa 10 minuti.

“Anche tenere i cantieri fermi costa decine di milioni di euro l'anno. Sull'opera sono già stati sprecati centinaia di milioni, soldi che - conclude Cardosi -, sarebbero potuti andare ad opere molto più utili per la collettività”. Il progetto originario del sottoattraversamento risale all'inizio degli anni '90 e "anche se dovesse vedere la luce - dicono dal comitato No Tunnel -, nascerà comunque già vecchio".

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