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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Cronaca

Tav, Ferrovie con Nardella: “Tunnel e stazione Foster finiti nel 2022”

L'ad di FS Mazzoncini rilancia il progetto insieme al sindaco: “Presto sopralluogo e via allo scavo”

La stazione Foster dell'alta velocità, agli ex macelli di via Circondaria, e il tunnel tav di 7 chilometri sotto Firenze, da Castello a Campo Marte, “saranno pronti per il 2022”. Parola di Renato Mazzoncini, che questa mattina ha presentato in piazza della Repubblica assieme al sindaco Dario Nardella i nuovi treni regionali di Trenitalia 'Pop' e 'Rock'.

Per quanto riguarda il nodo fiorentino della Tav, “contavamo di partire adesso, ma c'è stata un'ulteriore richiesta del Ministero dell'Ambiente. Stiamo chiudendo le 'pratiche' sulle terre di scavo (manca l'autorizzazione a smaltirle, ndr) e contiamo di partire con i lavori a febbraio, poi in 3 anni il tunnel sarà completato”.

Mazzoncini si è detto ottimista anche sulla stazione Foster. “Il nuovo progetto (non più solo stazione ad alta velocità ma hub di interscambio tra treni e bus urbani ed extraurbani, ndr) non ha bisogno di grandi modifiche. Diventerà la più grande stazione ferroviaria italiana di interscambio ferro-gomma, con 34 stalli per autobus attaccati alla stazione e a fianco altri 130 per la sosta lunga. I passeggeri dei bus, urbani, extraurbani e turistici che arriveranno consentiranno alla stazione di vivere”, prosegue il numero uno di Ferrovie.

“La fine dei lavori entro il 2022 è una buona notizia”, commenta Nardella, annunciando un sopralluogo sui cantieri Tav nelle prossime settimane per verificare lo stato dei lavori. Le nuove dichiarazioni su tunnel e Foster arrivano alla vigilia della manifestazione contraria al tunnel e alla nuova stazione che si svolgerà domani per le strade di Firenze.

I comitati contrari alla Tav denunciano la mancanza della Valutazione di impatto ambientale, il pericolo di cedimenti per numerosi edifici lungo il percorso del tunnel (in particolare in viale Lavagnini), l'impatto sulla falda acquifera, l'inutilità e l'alto costo delle nuove opere (si parla di oltre 1,5 miliardi di euro complessivi) rispetto al progetto di superficie messo a punto dall'università di Firenze (300 milioni).

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