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Inchiesta Open, la Cassazione: “Non è provato che fosse un’articolazione del partito”. Renzi: "Magistrati hanno sprecato soldi dei cittadini"

Ecco le motivazioni per cui gli Ermellini hanno accolto il ricorso di Carrai

Non è stato provato che la Fondazione Open agisse come un’articolazione di partito. E’ quanto sostengono i giudici della sesta sezione penale della Cassazione nelle motivazioni con cui, lo scorso 15 settembre, hanno annullato con rinvio il provvedimento del tribunale del Riesame che aveva respinto il ricorso dei legali di Marco Carrai.

L'imprenditore grevigiano è infatti indagato nel procedimento aperto dalla procura fiorentina sull'ex cassaforte renziana e, nei mesi scorsi, si era visto sequestrare (sequestro poi annullato) documenti e pc.

L’equiparazione di fondazione e articolazione di partito (fondamentale per contestare il finanziamento illecito ai partiti in merito ad alcuni versamenti effettuati da imprenditori a favore della Fondazione) era invece stata data 'per scontata' dal Riesame.

I giudici della Suprema Corte, di fatto, hanno accolto la maggior parte dei i rilievi avanzati nel ricorso dagli avvocati Filippo Cei e Massimo Dinoia, difensori di Carrai.

I rilievi della Cassazione

Il Riesame, sostengono i giudici della Cassazione nelle motivazioni, “aveva ritenuto che la Fondazione Open costituisse articolazione di partito” in ragione del fatto “che la stessa aveva contribuito ad alcune spese riguardanti iniziative riferibili a un partito e aveva corrisposto somme di denaro in favore di un partito o di suoi parlamentati”.

“A fronte di ciò è stato eccepito dalla difesa che è mancata l’analisi del tema, che la nozione di articolazione politico-organizzativa postulerebbe un’inclusione statutaria e formale della struttura nell’operatività del partito e che, per contro, non potrebbe stabilirsi un’equiparazione con una fondazione politica, dovendosi al riguardo considerare i limiti dell’equiparazione normativamente stabilita tra partiti e fondazioni politiche e comunque la sopravvenienza, per effetto della legge 3 del 2019 di una più marcata equiparazione, non applicabile retroattivamente a fatti risalenti ad epoca anteriore”, scrivono i giudici.

La legge citata è la cosidetta "Spazzacorrotti" (voluta dal ministro grillino Alfonso Bonafede) che però non è applicabile – secondo i difensori di Carrai, ai quali i giudici danno ragione – retroattivamente.

Fondazione Open: scoppia l'inchiesta, perquisiti imprenditori

Secondo quanto rilevato dai giudici della Suprema Corte, dunque, non è sufficiente che una fondazione contribuisca alle spese di alcuni parlamentari per considerarla alla stregua di un’articolazione di partito.

Per poter effettuare questa equiparazione “è necessario non solo dar conto di erogazioni o contribuzioni in favore del partito rivenienti dall’ente formalmente esterno al partito, ma anche del fatto che la reale funzione di esso, al di là di quanto in apparenza desumibile dalla cornice statutaria, possa dirsi corrispondente a quella di uno strumento nelle mani del partito o di suoi esponenti, in assenza di una sua effettiva diversa operatività”.

La reazione di Renzi

"Diciamo spesso che il tempo è galantuomo. Sono uscite le motivazioni della Corte di Cassazione che ha clamorosamente smentito la procura di Firenze, considerando illegittime le perquisizioni fatte ai nostri finanziatori e restituendo gli atti al Tribunale sul presunto - e a questo punto inesistente - finanziamento illecito al partito" scrive l'ex premier nella sua e-news.

"Quando ci furono le perquisizioni, tutti aprirono su questo, adesso non ne parla quasi nessuno. Allora - aggiunge Renzi - trasmissioni televisive a gogo, oggi neanche una breve nei TG. Pazzesco. Il collega Davide Faraone ha preparato una interrogazione parlamentare per sapere quanto sono costate le perquisizioni (illegittime), quanto personale è stato impiegato, quante persone sono state distolte dal dare la caccia ai delinquenti per aggredire noi".

"E soprattutto - conclude il leadr di Italia Viva - chi pagherà per queste decine di migliaia di euro buttati via? Sono soldi dei contribuenti, quelli che il magistrato fiorentino ha sprecato. Non ne parla nessuno? Come mai, secondo voi?"

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