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'Grigliata a Sollicciano', la replica della polizia penitenziaria

Il sindacato Sappe: "Solo un pranzo all'aperto e nessuna partita di calcio"

"La grigliata è stato solo il pranzo di chi vive in caserma. I colleghi che vi hanno partecipato, sono quelli che da quaranta giorni vivono segregati in caserma senza alcuna possibilità di vedere i propri cari". E' quanto dichiara il Sappe, sindacato autonomo polizia penitenziaria, relativamente al caso della 'grigliata di Pasquetta a Sollicciano', scoppiato due giorni fa.

"Sono gli stessi agenti che hanno sedato le manifestazioni di protesta dei detenuti dal 9 al 19 marzo, prestando servizio a stretto contatto di gomito, in tanti e senza possibilità di rispettare la minima distanza di sicurezza" come richiesto dalle disposizioni governative anti Covid-19.

"Sono quelli che vivono tutti nella stessa caserma, senza barriere architettoniche e, anche qui, senza possibilità di rispettare i protocolli di sicurezza. E sono quelli che, tutti i giorni, mangiano insieme nella mensa del carcere".

Nella notizia uscita qualche giorno fa sul quotidiano La Nazione si parlava di una grigliata che si sarebbe svolta nel giorno di Pasquetta con decine di agenti di polizia penitenziaria e anche di una partita di calcio, in barba alle restrizioni anti coronavirus. Tanto che il direttore della struttura aveva annunciato accertamenti, dell'esito dei quali al momento non siamo a conoscenza.

Il Sappe smentisce la ricostruzione e scrive che "quella che è stata raccontata come una scampagnata, altro non è stato che il pasto consumato all’aperto piuttosto che in caserma o in mensa" ed è "destituita di ogni fondamento la presenza di mogli e figli, di fidanzate o di bambini. A quel pranzo all’aperto hanno partecipato solo poliziotti (e poliziotte) penitenziari in servizio nel carcere di Sollicciano e che avrebbero comunque mangiato insieme se fossero rimasti all’interno dell’istituto".

Inoltre, "non c’è stata alcuna partita di calcio" conclude il sindacato, che denuncia come "fino a pochi giorni fa gli agenti fossero sprovvisti di dispositivi di protezione individuale".

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