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A Palazzo Vecchio il 'funerale' delle biblioteche: "Sono morte perché il Comune le lascia chiuse" / FOTO

Ancora una protesta dei bibliotecari precari: "Per esigenze di spesa tagliano il nostro lavoro e un servizio fondamentale per i cittadini"

Una bara nera con dentro alcuni libri, con tanto di corteo funebre prima di essere depositata di fronte a Palazzo Vecchio. Il 'funerale' delle biblioteche fiorentine si è svolto questo pomeriggio, mentre all'interno del Palazzo si svolgeva il consiglio comunale.

"Continuano a rimanere chiuse 8 biblioteche comunali su 13, e le sole 5 aperte offrono servizi ridottissimi. Questo, oltre a mettere a rischio il lavoro di tanti di noi, costituisce un grave danno per tutti i cittadini, che vengono privati di spazi e servizi essenziali", spiegano Alessio Nencioni e Chiara Mariotti, attivisti dei 'Biblioprecari', che rappresentano un centinaio di bibliotecari precari 'in appalto', cioè dipendenti delle cooperative e non del Comune.

"Il motivo della mancata riapertura è semplice, sta tutto nella volontà di tagliare i 'costi', le ragioni sanitarie non c'entrano. Ha riaperto tutto, devono riaprire anche le biblioteche", proseguono i bibliotecari, a decine riuniti sotto Palazzo Vecchio. Diversi di loro, che erano a tempo determinato, hanno già perso il posto.

"Chiediamo garanzie sull’appalto in corso e sul nuovo bando di gara, ora in scadenza. L'amministrazione deve avere il coraggio di invertire la rotta, ripartendo proprio dalla cultura e dal lavoro, pilastri inalienabili di una società che vuole considerarsi civile", spiegano ancora i bibliotecari, oggi all'ennesimo presidio in una mobilitazione che va avanti ormai da settimane.

Una piccola delegazione è stata ricevuta nel Salone dei Cinquecento, dove si svolgeva il consiglio, e qui sono state consegnate al presidente dell'assise Luca Milani le oltre 5mila firme raccolte in totale tra la petizione su Change.org per chiedere la riaperture e quelle nei banchini di fronte alle biblioteche chiuse.

I bibliotecari volevano consegnare le firme all'assessore alla cultura Tommaso Sacchi e al sindaco Dario Nardella. Entrambi erano però assenti per altri 'impegni istituzionali'.

In piazza Signoria, in solidarietà con i 'Biblioprecari' c'erano invece alcune decine di studenti universitari, tutti a sedere in terra con in mano libri, computer e fotocopie. "Perché non sappiamo dove studiare - dicono gli studenti -. Riaprite le biblioteche, servono anche a noi".

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