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Cronaca

Strage al cantiere Esselunga, l'imam parla di "caporalato": "Metà stipendio a chi ha trovato lavoro agli operai"

La gravissima rivelazione dell'imam di Firenze Izzedin Elzir: "Me lo hanno raccontato tre giovani egiziani, ho detto a questi ragazzi di andare a denunciare"

Emergono nuove ombre sul maxi cantiere di via Mariti, dove era in costruzione l'ennesimo grande supermercato, una Esselunga, del quartiere. A lanciarle è stato l'imam Izzedin Elzir, presente ieri alla manifestazione indetta da Cgil e Uil sul luogo della strage.

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"Tre ragazzi egiziani che lavoravano nel cantiere mi hanno raccontato che, pur avendo un contratto regolare, dovevano dare metà del loro stipendio a chi aveva trovato loro il lavoro. Me lo hanno detto ieri (martedì, ndr) in moschea, chiedendomi se era lecito in senso religioso non dare più questi soldi. Ho detto loro che questo è da denunciare", ha dichiarato ieri Elzir di fronte alle telecamere.

"È un fatto inquietante sul quale le autorità dovrebbero indagare, non è possibile che in un cantiere così importante possano esserci forme di caporalato", prosegue l'imam, che ha raccontato come i giovani operai fossero "sconvolti" per la morte dei loro colleghi ma anche disperati: con lo stop dei lavori - tutta l'area è sotto sequestro da ieri su disposizione della procura - hanno infatti perso il lavoro.

Stando alle parole dell'imam, i tre giovani che gli avrebbero raccontato i fatti di cui sopra avrebbero lavorato al cantiere da diversi mesi, "ma c'era chi era stato assunto da dieci giorni, perché sembra che i lavori fossero in ritardo".

La procura ha aperto un'inchiesta, contro ignoti, per omicidio colposo plurimo e crollo colposo, mentre, nonostante gli appelli a fermare le morti sul lavoro, la strage quotidiana continua (ieri in Italia altri due lavoratori hanno perso la vita, la media del resto è di circa tre al giorno).

Nel frattempo, adesso si moltiplicano le voci di coloro che chiedono di fermare definitivamente la costruzione di un supermercato e di creare invece un parco da destinare a quei cinque morti. L'ultimo appello in questo senso è quello di un gruppo di professori di diritto del lavoro dell'Università di Firenze, apparso questa mattina sul Corriere Fiorentino. Il sindaco Nardella e la candidata del centrosinistra Sara Funaro sarebbero ora possibilisti, dopo avere in passato sostenuto il nuovo centro commerciale e dopo che da anni, per la cronaca, sinistra e comitati chiedono invece una soluzione diversa.

"È strumentalizzazione, il parco in un'area privata non è la risposta", si oppone invece da destra Marco Stella di Forza Italia all'ipotesi di stoppare il grande punto vendita. Quell'area, un tempo pubblica, del demanio, sulla quale il Comune non esercitò il diritto di prelazione, è in effetti oggi privata. Staremo a vedere. Sicuramente per un bel po' i lavori staranno fermi.

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