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Domenica, 23 Giugno 2024
Il caso / Ponte a Greve / Viale Pietro Nenni

Paradosso scudo verde, il benzinaio furioso: “Così mi tocca chiudere”

Martedì previsto un incontro l’assessore per trovare una soluzione

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Uno scudo che non protegge. Fa discutere la grande cintura che partirà a maggio (Palazzo Vecchio attende il via libera da Roma) volta a ridurre emissioni nocive e polveri sottili. Un piano che il sindaco uscente, Dario Nardella, aveva annunciato negli anni scorsi e che adesso diventerà una realtà. L’intento, sulla carta, è meritevole ma non mancano gli intoppi. Lo sa bene il benzinaio Massimo Monatti che gestisce un distributore lungo viale Nenni. La “porta” è stata piazzata pochi metri prima della sua attività. Luogo in cui lavorano in quattro tra autolavaggio, officina, bar e carburante: “Ho inviato una pec infuocata al sindaco per manifestare il mio disagio", racconta. 

Massimo ha rilevato tre anni fa il distributore investendo circa 200mila euro, ovviamente le prospettive all’orizzonte sono tutt’altro che rosee. L’accesso terrà fuori quanti non dispongono di un motore di ultima generazione: “Passeranno solo quelli di nuova generazione e gli ibridi, quest’ultimi però hanno una capienza del serbatoio ridotta”.  

“Avevo già intuito come si sarebbe sviluppata la dinamica quando ho visto il nuovo parcheggio scambiatore accanto alla tramvia all’altezza di Viale Nenni. E noi come lavoreremo? Ho già detto ad alcuni dei miei dipendenti di aspettarsi di finire in cassa integrazione”.

Come funziona lo scudo verde
Lo scudo verde, l'installazione di 78 telecamere accese 24 ore su 24, prevederà il riconoscimento delle targhe e di risalire di conseguenza ad età e tipologia del mezzo. Servirà anche per controllare i bus turistici che devono pagare un ticket per entrare in città che con questo sistema non potranno più evadere. 

Fino a fine anno avverrà una fase di monitoraggio – senza multe – in cui si cercherà di capire la provenienza dei veicoli con i divieti di circolazione che riguarderanno moto, scooter, auto e mezzi merci a benzina euro 0 e 1 oltre a diesel da euro 0 a euro 2.

Poi dal prossimo anno, il divieto – con possibili multe – scatterà per scooter, moto e auto a benzina euro 2 e diesel euro 3 mentre dal 2026 il divieto sarà esteso a camion, scooter, moto e auto a benzina euro 3 e diesel euro 4.

Il divieto per gli euro 5 andrà dopo il 2026, per gli euro 6 solo dopo la conclusione del progetto metropolitano di trasporto pubblico che dovrebbe essere operativo nel 2030.

"Così non investo più. Voglio che mi ascoltino"
“Avevo anche pensato di ampliare il reparto lavaggio ma a queste condizioni non ci sto. Per ridurre le emissioni, pur permettendoci di lavorare, avrei visto più ragionevole una scelta come l’acquisto di un pacchetto di chilometri da sfruttare sul territorio comunale”.

Per cercare di risolvere la situazione, martedì 30 aprile l’assessore alla Ambiente Andrea Giorgio dovrebbe confrontarsi con il gestore. Quest’ultimo chiede che venga translato il varco così da permettere un accesso alle pompe dei carburanti anche a quanti è negata l’entrata nella cerchia dei viali. 

Non manca la preoccupazione per il futuro: “Avevo pensato di far venire mio figlio a lavorare in azienda ma così è impossibile. Voglio che mi ascoltino altrimenti il 2 maggio andrò direttamente a Palazzo Vecchio”.  

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