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Lunedì, 2 Ottobre 2023
Cronaca

Trasporto pubblico, Nardella di nuovo contro Autolinee Toscane: “Corse che saltano e salari bassi, non basta scusarsi”

Il sindaco aveva già parlato di “livello di inefficienza indecente”, la replica dell'azienda: “Problemi ereditati dal passato, salari alzati per neoassunti”

Il sindaco di Firenze Dario Nardella, spinto dalle proteste dei cittadini, torna a tuonare contro Autolinee Toscane, l'azienda che dall'autunno scorso gestisce il trasporto pubblico locale su gomma di tutta la regione, Firenze compresa.

“Non basta soltanto scusarsi. Si deve vedere subito un cambio di qualità, non è possibile vedere le corse che saltano nell'ora di punta, come mi riferiscono i cittadini, è inaccettabile”, ha detto ieri il primo cittadino ai microfoni di ControRadio, dopo che un mese si era rivolto ad AT con parole ancore più dure, parlando di “livello di inefficienza indecente” nel trasporto pubblico.

“Nei prossimi 10 giorni parleremo con i vertici di Autolinee e poi incontreremo la Regione, perché come Comune di Firenze non abbiamo poteri coercitivi nei confronti della società”, prosegue il sindaco, che parla anche della questione salari: “troppo bassi”.

“Un giovane autista mi ha scritto che 30 suoi giovani colleghi si sono dimessi. Lo stipendio d'ingresso di un autista d'altronde è di 1.060 euro. Mi dovete dire come si fa a campare con 1.060 euro al mese. Mi hanno risposto che nel giro di poco tempo diventano 1.300 euro. Ma anche con 1.300 è molto difficile campare, soprattutto se questi giovani autisti vengono da altre regioni e hanno spese quotidiane e per l'affitto”, le parole del sindaco.

Pronta è arrivata la replica di AT, che tra le altre cosa parla di problemi ereditati dal passato e rivendica sforzi fatti nella campagna di assunzione di nuovi autisti e di aver alzato il salario di ingresso.

“Incontreremo con il consueto spirito di collaborazione il sindaco Nardella. Non abbiamo mai nascosto, fin dal novembre scorso, le difficoltà del processo di riportare il servizio di trasporto pubblico ad un livello corretto nei confronti dei passeggeri. Uno dei problemi principali, non il solo, era quello della mancanza di autisti. Rispetto ai piani di gara, dalle precedenti aziende sono arrivati 268 autisti in meno del numero necessario (oltre 4.150). Una mancanza pesante, che non poteva essere prevista: gli elenchi del personale che sarebbe passato definitivamente è stato fornito solo 15 giorni prima del subentro, lo scorso primo novembre. Appena ci siamo resi conto del problema, ci siamo attivati tramite tutti i canali possibili – conferma degli interinali, nuove assunzioni, un portale per velocizzare le candidature, l’accademia per i giovani under 29 - tutto fatto durante un periodo complicatissimo come quello della pandemia”, replica l'azienda.

“Abbiamo ad oggi assunto 215 nuovi autisti, 83 solo a Firenze, a fronte di un pesantissimo turn over per pensioni e diverse dimissioni anche di neoassunti”, rivendicando di aver “aumentato il livello di partenza del salario, che a fronte di circa 1.100 euro mensili, arriva a circa 1.400 euro netti mensili per i neoassunti”.

Anche se a 1.400 euro netti, secondo quanto denunciato dai Cobas sul Corriere Fiorentino di oggi e confermato da Alessandro Nannini del sindacato di base “si raggiungono solo per i lavoratori interinali, e solo perché sul loro stipendio mensile vengono spalmate le tredicesime e le quattordicesime, che quindi non vengono corrisposte nei mesi di luglio e dicembre, perché rientrano già in quei 1.400 euro del salario mensile”.

“Il problema della reperibilità di autisti nel trasporto pubblico locale non è solo nostro, ma di tutte le aziende del centro nord, non solo il salario che è certamente centrale. Alcune lo stanno affrontando riorganizzando il servizio, altri, come a Milano, aumentando le tariffe. Ma sono tutte scelte che competono alla parte pubblica, non ai gestori”, dice ancora l'azienda.

“Ad Autolinee hanno tutte le ragioni del mondo, sono arrivati con una gara nuova, ma sapevano i termini, si sono presi degli impegni, hanno firmato un contratto”, sottolinea però Nardella. Il confronto non sarà certo dei più semplici.

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