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Mercoledì, 8 Dicembre 2021

Morgan, Andy, Sgarbi e Cinquetti agli Uffizi per la donazione dell'autoritratto luminoso di Marco Lodola / VIDEO

Una cerimonia d'eccezione per la donazione del ritratto dell'artista Marco Lodola agli Uffizi

Un incontro-concerto quello che è stato ospitato dalle Gallerie degli Uffizi, nell'auditorium Vasari, per la donazione dell'autoritratto di Marco Lodola. L'artista lo scorso Natale aveva esposto il suo presepe luminoso e pop proprio agli Uffizi e un anno dopo è tornato nel museo fiorentino per donare il proprio ritratto. Lodola è un grande amante della musica e per questo ha voluto che la presentazione fosse accompagnata dalle note di Morgan e Andy. A raccontare l'arte di Lodola è stato Vittorio Sgarbi. A coronare la donazione la presenza anche di Giogliola Cinquetti, la Madonna di Lodola nel suo presepe luminoso.

Love me tender, Heroes, Bohemian Rhapsody, Singing in the rain, Non ho l'età duettata con Cinquetti queste le canzoni che Morgan e Andy hanno cantanto e suonato.

“L'autoritratto di Marco Lodola entra nella collezione di autoritratti degli artisti più grande e antica del mondo, quella degli Uffizi – ha detto il direttore Eike Schmidt - La abbiamo aperta ad autori di ogni genere, al fumetto, alla street art: oggi la apriamo alla scultura di luce, che é il tratto distintivo di Lodola. Questa opera resta anche a testimonianza del presepe luminoso, da lui creato che ha allietato gli Uffizi nello scorso Natale”. “E’ una strana sensazione – ha confessato Lodola - stare accanto ai grandi del passato. Firenze poi è una città che amo molto. Io ho studiato a qua, all’Accademia delle belle arti, anche se non l’ho frequentata tanto perché la mattina, quando bigiavo, venivo qui agli Uffizi a imparare. La visione delle opere esposte è la migliore delle lezioni. Questa è una giornata bellissima che non dimenticherò, però tutto sommato sono anche triste perché dopo una cosa così non so più cosa sognare. Spero che oggi sia un altro inizio, perché ho finito i sogni".

L'autoritratto luminoso di Marco Lodola

Per Sgarbi, “È legittimo che un artista, oggi, abbia l’ambizione di essere presente nella galleria degli Uffizi. Lodola ha avuto la richiesta dell’autoritratto dal direttore stesso, con somma lusinga da parte sua; è un artista solitario, che ha perseguito l’arte attraverso i medium di vetro, plastica, luce. La sua è senza dubbio un’opera anomala agli Uffizi; Lodola arriva sulle ali di un bagliore di luce, luce elettrica. E così agli Uffizi entrano linguaggi completamente nuovi. Perchè una icona di se stessi fatta con la luce elettrica agli Uffizi non c'era; adesso invece si. E’ una testimonianza importante, in un museo, il museo di Schmidt, che adesso è vivo: Schmidt è un 'ragazzo', ormai pienamente italiano, fiorentino e pure provocatore. In una selva italiana di musei tombe. Il vero museo contemporaneo italiano ora sono gli Uffizi, gli Uffizi secondo Eike Schmidt".

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