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Sabato, 15 Giugno 2024
Politica

Georgofili, le 'donne del digiuno' e Leoluca Orlando ricordano la strage

Il sindaco di Palermo e il sindaco di Firenze hanno depositato una corona di fiori dove esplose l'ordigno di stampo mafioso. Orlando: "La mafia esiste ma non governa Palermo"

“Il nostro compito, delle nostre città” è quello di “non abbassare la guardia di fronte alle mafie che, non solo in Italia ma in tutto il mondo, continuano a svilupparsi; continuano a perpetrare azioni di illegalità contro le nostro comunità”. Così il sindaco di Firenze, Dario Nardella, dopo aver deposto, quest’oggi, assieme al sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, una corona di fiori in via dei Georgofili, dove nella notte tra il 26 e il 27 maggio del 1993, un attentato dinamitardo di stampo mafioso, stroncò la vita a 5 persone. “La presenza qui dei due sindaci di Firenze e Palermo- continua Nardella- sancisce un gemellaggio sempre più forte nel nome della legalità e della lotta contro tutte le mafie, ma anche l’impegno affinché tutte le ferite del passato, come la bomba dei Georgofili, servano per dare un futuro migliore ai nostri giovani”. Questo, conclude Nardella, “vale per Palermo e per tutte le città del mondo, quindi anche per Firenze. Noi siamo qui per ribadire questo impegno”.

Con i due sindaci alcune esponenti delle cosiddette ‘donne del digiuno’ che, tre giorni dopo la strage di via D’Amelio- dove perse la vita Paolo Borsellino, e i cinque agenti della scorta, Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina- cominciarono una protesta ferma e civile. Il loro “manifesto” era un volantino appeso per le strade di una città che in quelle ore aveva cambiata volto, qualcuno l’aveva persino definita la “nostra Beirut”: “Iniziamo oggi pomeriggio con un presidio a piazza Castelnuovo uno sciopero della fame, come cittadine di Palermo al di là delle appartenenze ad associazioni o partiti, che continuerà fino a quando il prefetto Jovine, il capo della polizia Parisi, il procuratore Giammanco, l’alto commissario per la lotta alla mafia Finocchiaro, il ministro degli interni Mancino, non si dimetteranno”.  

“L’orgoglio, la speranza e il coraggio civile” della Palermo delle stragi degli anni ’90 “ha determinato- prosegue Orlando- le condizioni per cui oggi, certamente, a Palermo la mafia non governa”. Lo ha detto il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, a margine della presentazione della ‘Le donne del digiuno contro la mafia’ nell’aula di San Pier Scheraggio alla Galleria degli Uffizi. La mafia, spiega Orlando, “esiste, è una tessera mostruosa che ogni giorno le forze dell’ordine e la magistratura combattono con coraggio, ma certamente non governa Palermo. Palermo è diventata una città che ha fatto non solo del diritto ma dei diritti  il proprio orizzonte”. “Siamo orgogliosi di essere la città che ha organizzato il più grande gay pride del sud Europa, a conferma che la mafia ha più paura dei diritti che non della legge; del diritto dei giovani che rivendicano i loro diritti che non di un poliziotto con le armi o di un magistrato con le sentenze”. Questo Governo potrà dare un contributo forte alla lotta alla mafia? “Ogni Governo- prosegue- va giudicato se dà un contributo determinante; ne riparliamo quando parleremo di questo Governo al tempo passato”.

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