Una risata contro la malattia: il coronavirus non ferma i clown per bambini

"Soccorso clown": al Meyer fino a settembre stop alle attività in presenza, parte il servizio di videochiamata

Costretti a rimanere chiusi per mesi dentro il reparto di un ospedale: una sorte ingiusta toccata a tanti bambini. L'emergenza coronavirus ha tolto loro persino il piccolo sollievo di una risata: gli spettacoli provvidenziali di "Soccorso clown", progetto in campo da 25 anni, da tre mesi non sono più in scena all'ospedale pediatrico Meyer. "Abbiamo bloccato le nostre attività a fine febbraio, ben prima del lockdown, per salvaguardare la salute dei bambini che soffrono di importanti malattie", sottolinea Caterina Turi, direttore amministrativo di "Soccorso clown".

Nonostante lo stop ai contatti fisici, il servizio non si è fermato: i piccoli ricoverati hanno potuto guardare i divertenti sketch grazie ai video realizzati e caricati sul web. A Firenze sono una decina i clown volontari, che l'associazione forma con nozioni di musica, giocoleria, magia, lavoro con i burattini. E soprattutto spiegando come approcciarsi ai bambini in base alle varie fasce di età.

Ma ora nasce un nuovo servizio. Si chiama "Pronto soccorso clown" e permette ai bambini di prenotare una videochiamata personalizzata con il proprio clown preferito. Il progetto è già partito al Fatebenefratelli di Milano e al Bambin Gesù di Roma, ma l'associazione conta presto di poterlo mettere in campo anche al Meyer di Firenze.

"In tutte queste settimane abbiamo collaborato in modo eccezionale con lo staff del Meyer che, facendo da tramite fra noi e i bambini, ha permesso che i nostri video venissero mostrati ai piccoli ricoverati. Adesso contiamo che si possa presto passare a questo nuovo step", spiega ancora Caterina. "Per i bambini lungodegenti avere i nostri diversivi è fondamentale, - aggiunge - potersi distrarre e sorridere è un vero e proprio toccasana".

Una situazione che racconta una volta di più le enormi conseguenze, anche indirette, che ha portato l'emergenza coronavirus. Mettendo in difficoltà, com'è noto, prima fra tutti gli staff sanitari. L'attività di presenza dei clown non potrà ripartire almeno fino al 1° settembre. Fino a quella data, in via straordinaria, sono però previsti interventi a distanza, come confermano dallo stesso ospedale pediatrico Meyer.

E non ci sono solo i bambini, perché "Soccorso clown" ha dovuto fermare anche un'altra importante attività, quella nelle Rsa per anziani, uno dei luoghi dove il coronavirus ha colpito di più. Qui la malattia, oltre a portare morte, ha isolato ancora di più i pazienti. "Proveremo presto a tornare in contatto anche con loro", conclude Caterina. 

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