Tav: "Referendum: perché non lo si è fatto in Toscana?"

L'associazione Idra: "In Mugello fu forzatura contro comunità locali". E a Firenze balla ancora in tunnel

"Referendum sull'alta velocità? Perché non lo si è fatto in Toscana prima di realizzare l'opera?". A chiederlo provocatoriamente è l'associazione ambientalista Idra, che da anni si batte contro i progetti dell'alta velocità. Il dibattito sulla realizzazione della Torino-Lione si riflette così anche in Toscana, dove dopo la realizzazione della Firenze-Bologna è in ballo quella del tunnel sotto Firenze.

"Adesso i 'governatori del Nord' propongono i referendum - sottolinea Idra in una nota - chissà perché non ci si è pensato in Toscana quando la costruzione della Tav è stata avviata a forza, nonostante l'opposizione dei sindaci e delle comunità. Ed è diventata, la storia lo documenta, una fucina di danno ambientale, di spreco erariale, di umiliazione civile".

L’associazione è stata parte civile nel processo penale ai costruttori della linea ad Alta Velocità fra Bologna e Firenze: la realizzazione della tratta ha comportato l'estinzione di fonti, pozzi e sorgenti in Mugello. Ed è stata parte ad adiuvandum nel processo per danno erariale. Nonostante le prescrizioni, spiga l'associazione ambientalista, la sentenza ha attestato una “condotta gravemente colposa”, e un comportamento di “censurabile superficialità, insolita pervicacia ed in violazione ad elementari norme di diligenza”.

Ecco perché, secondo Idra, si impone anche in Piemonte e nelle regioni del Nord la massima oculatezza e consapevolezza nelle scelte. "Dalla Toscana ferita è doveroso proporre, finché si è in tempo - spiega l'associazione - di disinvestire dal danno e di investire nell'indispensabile: la ricostruzione nelle aree distrutte dai sismi, la messa in sicurezza del territorio che si degrada e delle infrastrutture che già esistono, il ripopolamento del sud, della montagna e delle piccole comunità, l’edilizia scolastica, trasporti decenti e sicuri ai pendolari, tutela e promozione dei beni ambientali e culturali".

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