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Sicurezza: partono i taser test. Salvini: "Proporrò anche nelle carceri"

Lo ha spiegato il vicepremier alla luce della grave aggressione avvenuta nel carcere di Prato

Da mercoledì 5 settembre via alle sperimentazioni del taser in dodici città italiane. Test annunciati nei giorni scorsi dal ministro dell'Interno Matteo Salvini anche sui social: "Dal 5 settembre in 12 città italiane, da Milano fino a Catania, inizierà la sperimentazione del taser, la pistola elettrica non letale che aiuterà migliaia di agenti a fare meglio il loro lavoro. Per troppo tempo le nostre Forze dell'Ordine sono state abbandonate, è nostro dovere garantire loro i migliori strumenti per poter difendere in modo adeguato il popolo italiano".

Proprio sulla dotazione della pistola elettrica alle forze di polizia, il vicepremier ha precisato che proporrà l'estensione della pistola ad impulsi elettrici anche al ministro Bonafede per l'utilizzo nelle carceri. Volontà espressa ai microfoni di Repubblica alla luce della brutale aggressione avvenuta nel carcere di Prato. "Domani (oggi per chi legge, ndr) ne parlerò con il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, la polizia penitenziaria è di sua competenza. Dal mio punto di vista non ci sarebbe alcun problema a estendere anche ai lavoratori delle carceri la sperimentazione".  Amnesty International parla di mille morti l'anno? "Lo usano in Vaticano e non vedo l'ora che diventi uno strumento effettivo".

COME FUNZIONA IL TASER
Il taser verrà tenuto dagli operatori in una apposita fondina dalla parte opposta rispetto all’arma d’ordinanza. Ogni singola cartuccia è costituita da due dardi collegati alla pistola con fili conduttori che, colpito il bersaglio, sino ad una distanza massima di poco meno di 8 metri, trasmettono impulsi elettrici per 5 secondi, così da immobilizzare la persona tramite contrazione involontaria dei muscoli, consentendone il rapido ammanettamento. Di colore giallo, è stato studiato per renderlo immediatamente riconoscibile all’“offender” che, laddove possibile, prima dell’uso, verrà avvisato del suo eventuale impiego, mostrandolo e attivando anche una scarica elettrica di avvertimento che si propaga nella parte frontale dell’arma. All’atto dell’utilizzo le forze di polizia, tramite due puntatori laser presenti nella pistola, vedranno le zone dove i dardi andranno a colpire, che in via primaria dovranno essere fianchi, schiena e arti, evitando testa, collo e genitali. In ogni modo in caso d’impiego verrà sempre richiesto l’intervento dei sanitari del 118 per constatare immediatamente le condizioni della persona colpita e nel caso prestargli soccorso. Il taser è dotato infine di un sistema di memoria che consente di registrare tutte le operazioni effettuate da chi l’ha impugnato, senza possibilità di alterare tali dati, che successivamente verranno scaricati su pc tramite apposito software.
 

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