Cronaca

Stranieri: lunghe code alla Fortezza per i permessi di soggiorno 

Cgil: “Situazione insopportabile, serve un potenziamento del servizio e trovare soluzioni, chiediamo un incontro al questore”

Da alcune settimane lunghi serpentoni di cittadini stranieri si formano sui marciapiedi dell'ex caserma Fadini fin dentro gli sportelli dell’immigrazione della questura di Firenze. I disagi sarebbero legati alla sospensione - a livello nazionale - del sistema denominato "Cupa Project".  Da più di un mese, spiega la Cgil, non c’è più l’opportunità di prenotare gli appuntamenti on-line (prima era possibile farlo tramite il portale dedicato ma poi il servizio è stato interrotto). 

Il disagio per i cittadini stranieri è evidente. Infatti le code li costringono a stare in coda sotto a pioggia e al sole, “spesso dalla notte, anche coi bambini al seguito, per prendere un appuntamento per le varie pratiche gestite dalla Questura legate al permesso di soggiorno, con il rischio concreto che i numeri finiscano e che quindi le persone abbiano fatto inutilmente la coda e siano così costrette a tornare il giorno dopo”.  Non è raro, chiarisce il sindacato,”che le persone debbano mettersi in fila 3 o 4 giorni consecutivi sperando di riuscire ad ottenere una prenotazione”.  

Il paradosso

“In un paese che riesce a prenotare milioni di appuntamenti per i vaccini, risulta davvero incredibile che la Questura o il Ministero non abbiano modo di strutturare un servizio all'altezza del XXI Secolo”. “Come CGIL avevamo già da tempo segnalato che il venire meno del sistema di appuntamenti avrebbe creato un vero caos, purtroppo senza avere alcuna risposta in merito. Il 21 aprile, appresa la nuova organizzazione del servizio appuntamenti, abbiamo scritto alla Questura che "la misura temporanea individuata appare largamente insufficiente per rispondere alle persone che si rivolgeranno ai vostri uffici".

Il sindacato chiede che ci sia un investimento sugli uffici e di potenziare il personale. “Anche per questo nei prossimi giorni chiederemo un incontro al questore per rappresentare questa situazione non più sostenibile, per chiedere una rapida soluzione del problema della presa degli appuntamenti, chiedere un potenziamento dello sportello, ma anche per offrire il sostegno della CGIL a costruire soluzioni condivise in grado di dare risposte all'altezza dei bisogni dei cittadini stranieri che vivono nelle nostre città. Esiste infatti una rete di associazioni, sindacati, organizzazioni, istituzioni pubbliche che si occupano dei diritti dei cittadini stranieri e in grado di costruire soluzioni efficaci se fanno rete. Quel che è certo è che immagini come quelle di questi giorni non possono e non devono ripetersi”.

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