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Venerdì, 3 Febbraio 2023
Cronaca Centro Storico / Via dè Tornabuoni

La storia di via de’ Tornabuoni

Un po' di storia della famosa via dello shopping fiorentino. Da cosa deriva il suo nome e come è cambiata nel tempo

La via dello shopping modaiolo ed esclusivo. Solo attraversandola ci si sente un po’ intimiditi dal lusso e dai prezzi che campeggiano nelle vetrine, ma prima di diventare una delle zone bene di Firenze, in via de’ Tornabuoni passavano le mura romane e durante il periodo in cui la Grancontessa Matilde di Canossa regnava vi scorreva il Mugnone.

Nei pressi dell'attuale Palazzo Strozzi si trovava la Porta di Brancazio, storpiatura di "San Pancrazio", che sbucava su un ponte per collegarsi all'odierna via del Parione.

Già Nel ‘300 la strada era ricca di palazzi importanti: il palazzo Spini-Feroni, la torre dei Gianfigliazzi, il palazzo Cambi-Del Nero. Ma fu il periodo del Quattrocento, con il Rinascimento, consolidare la nomea della via come luogo di nobiltà, eleganza e rappresentanza: si costruirono il palazzo Antinori, palazzo Tornabuoni (di Michelozzo) e palazzo Strozzi.

Palazzo Tornabuoni è un’imponente edificio che occupa quasi tutto un isolato fu "tagliato" in occasione dell'allargamento ottocentesco della strada.

Nel 1565 venne innalzata la colonna in porfido che ancora oggi contraddistingue la via. Era frequentemente animata da parate, cortei e giochi, come le corse di cavalli, le partite di pallone col bracciale (antenato del tennis), oppure il Torneo dell'Anello, gara per arcieri a far passare un freccia entro un anello sospeso in mezzo alla via.

Al Seicento vengono fatte risalire le facciate di palazzo Giaconi e del palazzo della Commenda da Castiglione, mentre venne eretto ex novo il palazzo Viviani della Robbia e la loggia di palazzo Tornabuoni su progetto di Ludovico Cigoli.

Nel Settecento con la creazione dei lungarni, venne sacrificata la torre degli Spini e l’arco dei Pizzicotti, posti tra il fiume e palazzo Spinti-Feroni.

In occasione della visita a Firenze di Hitler e Mussolini (che visitarono anche Ponte Vecchio) il 9 maggio 1938 la strada venne dotata di una doppia fila di fanali, rimasti fino agli anni settanta.

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