Cronaca

Mugello, Borgo dice no alle sagre per aiutare i ristoranti nel dopo pandemia

Il sindaco Omoboni: "Sarebbe un controsenso rispetto quanto fatto per far ripartire le attività". Il plauso di Confesercenti

Quest'anno niente sagre in mezzo Mugello o quasi. Addio a quella al tortello, del cinghiale, delle ficattole, del fritto misto, della bistecca e chi più ne ha più ne metta.

Così ha deciso la giunta del comune di Borgo San Lorenzo, guidata dal sindaco Paolo Omoboni, che per questo 2021 ha deciso di non approvare il calendario delle sagre.

Calendario che negli anni pre Covid prevedeva anche 150 giornate di eventi tra le varie feste dello stesso Borgo e delle frazioni, quali Sagginale, Ronta, Luco, solo per citarne alcune.

"Approvare ora un calendario delle sagre sarebbe stato un controsenso rispetto a tutto ciò che abbiamo fatto per far ripartire le attività economiche, dalla riduzione della Tari alla possibilità di mettere i tavolini all'aperto", spiega il sindaco Omoboni.

Una scelta che va dunque esplicitamente nella direzione di aiutare ristoranti e attività economiche varie di somministrazione (agriturismi e via dicendo), dopo il difficilissimo periodo della pandemia e delle chiusure forzate.

Un plauso convinto alla decisione arriva dalla Fiepet Confercenti, che si complimenta con Omoboni per lo stop a quella che Confesercenti definisce il fenomeno della "sagra selvaggia".

“Bravo sindaco Omoboni! Bene fa il comune dell’area fiorentina a rimandare tutti all’applicazione delle norme regionali, che non impediscono affatto l’organizzazione di eventi con somministrazione, ma che le trasforma in iniziative di qualità e di richiamo dei consumatori”, afferma il presidente dell'associazione provinciale di categoria Franco Brogi.

Il riferimento è al fatto che resterà consentito svolgere attività di somministrazione a margine di singoli eventi (una rassegna di poesie, la presentazione di un libro, spettacoli vari, gari sportive tanto per citare due esempi), che però non devono essere "continuativi" e "non configurabili come sagre o come feste finalizzate alla sola somministrazione".

“Ci aspettiamo la stessa determinazione da parte di tutti i Sindaci della Toscana, per non vanificare tutti gli sforzi che stiamo compiendo per far ripartire il settore del commercio e della somministrazione” conclude Brogi. “Per parte Confesercenti saremo vigili e presenti”.

"Non è un anno semplice e dobbiamo fare delle scelte. In questa estate delle sagre possiamo fare a meno - dice Omoboni a La Nazione -. E qualcosa dovrà cambiare anche per i prossimi anni".

Stop alle sagre dunque anche per i prossimi anni? A Confesercenti, che invita tutti i comuni a seguire l'esempio di Omoboni, non parrebbe vero. “Ci aspettiamo - incalza infatti Brogi -, la stessa determinazione da parte di tutti i sindaci".

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