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Sostanze dopanti nelle palestre: perquisizioni in tutta Italia, 38 indagati 

L'indagine partita da un sequestro a Figline Valdarno. Lo smistamento coordinato a Torino 

 

Ordinazioni in chat come Telegram per farsi recapitare sostanze dopanti provenienti da Polonia e India volte ad un aumento sconsiderato delle prestazioni atletiche. Un traffico bloccato dai carabinieri del Nas di Firenze che chiude così l'indagine - denominata Mito (facendo riferimento al culto della bellezza estetica nel culturismo) - volta al contrasto di traffico e consumo illecito di sostanze e farmaci ad azione dopante.

L’attività d’indagine, avviata nel novembre 2018 e diretta dal maggiore Pasqualina Frisio sotto il coordinamento dalla procura, ha tratto origine dal sequestro, presso un ufficio postale di Figline Valdarno, di un plico, proveniente dalla Polonia, contenente sostanze vietate per doping, anche ad azione stupefacente. La successiva perquisizione eseguita a carico del destinatario del pacco, un personal trainer che esercitava la professione in alcune palestre della provincia di Firenze, ha consentito il sequestro di ulteriori numerose compresse e fiale di sostanze analoghe (in particolare sono state rinvenute 15 fiale di farmaco dopante, a base della sostanza stupefacente nandrolone, proveniente dall'India e prive di autorizzazione all’immissione in commercio nel territorio dello Stato Italiano).

Le investigazioni hanno permesso di portare i militari fino a quelle che è considerata la cabina di regia dello smistamento, un 27enne che dalla provincia di Torino smistava le sostanze - dopo aver preso accordi in chat - facendo recapitare i prodotti ai clienti utilizzando un mittente che non potesse ricondurre a lui. 

I plichi arrivavano in tutta Italia attraverso la vendita ad una consolidata rete clientelare composta da 36 persone, tra frequentatori di palestre e body- builders amatoriali, tutte denunciate all’autorità giudiziaria per ricettazione e per aver acquistato sostanze ad azione dopante di provenienza illecita.  Sono state tracciate oltre un centinaio di spedizioni di plichi, con versamento di denaro su carte Postepay, intestate o in uso all’indagato, per una somma di 50mila euro.

Nei giorni scorsi, un anno dopo dall’inizio delle indagini, è scattata l’operazione che ha interessato diverse regioni d’Italia: 150 militari del comando carabinieri per la Tutela della Salute e dell’Arma Territoriale, nelle province di Bergamo, Bologna, Brescia, Catanzaro, Como, Cremona, Cuneo, Ferrara, Latina, Messina, Padova, Palermo, Pisa, Roma, Savona, Siracusa, Terni, Torino, Trapani, Udine, Vibo Valentia e Vicenza hanno eseguito 36 decreti di perquisizione locale e personale, che hanno portato al sequestro di 3.719 compresse e 604 fiale di farmaci/sostanze anabolizzanti (steroidi, ormoni, estrogeni, eritropoietina, nandrolone) per un valore di 35.000 euro, che si aggiungono alle quasi 500 unità già sequestrate nel corso delle indagini.

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