Ristrutturazioni in nero, imprese non dichiarano 15 milioni di euro

Sei imprenditori sono stati denunciati per aver omesso al fisco i ricavi fatti con delle ristrutturazioni a privati. Gran parte delle ditte hanno lavorato nelle periferie di Firenze evadendo IVA per circa 1,6 milioni di euro

La Guardia di Finanza ha scoperto un giro di ristrutturazioni in nero compiute da  ditte edili, per  un totale di 15,2 milioni di euro non dichiarati al fisco. Sessantuno imprese sono risultate coinvolte nella rete dei controlli tra cui 32 hanno omesso completamente di presentare le dovute dichiarazioni   le restanti 29 hanno presentati ricavi più bassi di quelli percepiti in modo da pagare meno tasse.
I ricavi non dichiarati ai fini delle Imposte dirette complessivamente sono pari a oltre 13,6 milioni di euro, mentre l’IVA non versata è pari a 1,6 milioni. Denunciati all’Autorità Giudiziaria sei imprenditori per omessa dichiarazioni di ricavi.

CONTROLLI - La metodologia di ricerca evasori si è fondata sulla correlazione tra i dati in possesso al Centro Operativo di Pescara dell’Agenzia delle Entrate con quelli riferiti ai bonifici bancari, pervenuti al Gestore dell’Anagrafe Tributaria. I dati hanno consentito:
• di rilevare l’ammontare complessivo dei proventi percepiti da privati;
• di verificare che in molti casi non risultano presentate le prescritte dichiarazioni ovvero sono state presentate dichiarazioni con un importo inferiore a quanto introitato.

DOVE - Le imprese controllate dalla Guardia di Finanza di Firenze sono così distribuite:
- 26 Firenze ed hinterland (20 Firenze; 2 Signa e Sesto Fiorentino; 1 Campi Bisenzio e Fiesole);
- 23 Empolese-Valdelsa (5 Empoli; 4 Vinci; 3 Fucecchio e Castelfiorentino; 2 Montespertoli; 1 Cerreto Guidi, Montelupo, Tavernelle, Gambassi Terme,Barberino Valdelsa e Montaione);
- 7 Valdisieve – Valdarno (4 Figline Valdarno; 1 Dicomano, Reggello e Rignano);
- 5 Mugello (3 Barberino del Mugello; 2 Borgo San Lorenzo).


CHI - La maggior parte delle imprese edili sono ditte individuali o società di persone gestite da soggetti italiani, mentre un 15% sono intestati a cittadini stranieri (marocchino, rumeni, serbi, albanesi). Delle imprese gestite da cittadini stranieri circa la metà sono evasori totali.
I lavori edili da queste sostenuti sono i più variabili così come gli importi evasi: si va da imprese che hanno occultato ricavi per somme contenute ad altre che in pochi anni hanno nascosto anche 2 milioni di € di ricavi.

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