Procuratore capo di Roma, Viola e Creazzo impugnano la nomina di Prestipino al Tar

Dopo i veleni dell'inchiesta Palamara, torna in ballo la nomina nella Capitale. Il procuratore capo e il procuratore generale di Firenze nuovamente in corsa?

Marcello Viola e Giuseppe Creazzo

Il procuratore generale presso la Corte d’appello di Firenze Marcello Viola, finito suo malgrado al centro delle intercettazioni e delle trame del caso 'Palamara', ha impugnato davanti al Tar del Lazio i provvedimenti che hanno sancito la nomina di Michele Prestipino Giarritta a procuratore capo di Roma.

Viola invoca in particolare l'illegittimità del provvedimento con cui, lo scorso 4 marzo, il Csm ha nominato Prestipino procuratore capo di Roma, dopo che in un primo momento la Commissione incarichi direttivi dello stesso organo di autogoverno dei giudici aveva indicato Viola, ritenuto da molti esponenti delle varie correnti della magistratura  "il candidato migliore", non essendo legato in alcun modo al procuratore uscente, Giuseppe Pignatone.

Il pg di Firenze avrebbe 'pagato' lo scandalo seguìto alla scoperta della riunione alla quale parteciparono alcuni consiglieri del Csm, con l'ex presidente dell'Anm Luca Palamara e gli ex sottosegretari di area Pd Luca Lotti e Cosimo Ferri (riunione in cui fu pronunciata l'ormai celebre frase "Si vira su Viola, ragazzi").

Scandalo che ha portato allo stop alla sua candidatura, non più riproposta dalla commissione dopo che gli atti le erano stati rimandati dal plenum di Palazzo dei Marescialli.

Ed è proprio questo l'elemento contro cui ora puntano il dito i legali di Viola, ovvero la contraddittorietà della decisione del Csm, che pur avendo riconosciuto la totale estraneità di Viola a qualsiasi tipo di accordo, lecito o illecito che fosse, lo ha completamente escluso dal novero dei candidati.

Anche il procuratore capo di Firenze Giuseppe Creazzo ha formalmente presentato ricorso al Tar del Lazio contro la nomina di Michele Prestipino.

Il ricorso sarebbe basato sul fatto che Creazzo, procuratore capo a Palmi dal 2009 e a Firenze dal 2014, avrebbe più titoli di Prestipino, procuratore aggiunto e reggente della procura di Roma, per essere designato all'incarico.

Il ricorso di Viola

Con il patrocinio degli avvocati Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia, Viola sostiene che il Csm da un lato ha ammesso come acclarato il "mancato coinvolgimento” del magistrato Viola rispetto al procedimento di Perugia e che lo stesso fosse “parte offesa rispetto alle macchinazioni o aspirazioni di altri”, ma dall’altro lato ha illegittimamente revocato l’originaria proposta a favore di quest’ultimo e, senza esternare alcuna motivazione idonea a giustificare tale cambio di indirizzo, non ha formulato nei suoi confronti alcuna nuova proposta.

Con il ricorso, i legali hanno sostenuto che il Csm avrebbe valorizzato – in modo decisivo - il radicamento territoriale di Prestipino Giarritta e la conoscenza da parte di quest’ultimo del contesto di riferimento della Procura di Roma, senza condurre correttamente il giudizio comparativo e omettendo di valutare i numerosi titoli e le importanti esperienze vantate dal pg fiorentino, originario originario di Cammarata (Agrigento).

Nello stesso ricorso, gli avvocati Rubino e Impiduglia - citando precedenti giurisprudenziali del Tar e del Consiglio di Stato - hanno sostenuto che il Csm avrebbe errato nel ritenere prevalente il profilo di Prestipino Giarritta nonostante lo stesso avesse svolto solo funzioni semidirettive (quale procuratore aggiunto presso le procure di Reggio Calabria e di Roma) a fronte delle funzioni direttive svolte da Viola (che è stato procuratore a Trapani ed è attualmente procuratore generale presso la Corte d’appello di Firenze).

Sempre i legali hanno sostenuto che il Csm avrebbe errato nel ritenere prevalente l’esperienza di  Prestipino Giarritta in materia di criminalità organizzata, senza tenere adeguatamente conto delle esperienze di Viola quale procuratore di Trapani (un territorio con una radicata presenza di complesse strutture criminali di tipo mafioso), quale componente della Direzione distrettuale antimafia di Palermo e quale gip al tribunale di Palermo.

La 'corsa' alla procura di Roma e l'inchiesta Palamara

Il bando per il conferimento dell’ufficio direttivo di procuratore di Roma è stato pubblicato nel 2018. Nella seduta del 23 maggio del 2019, la V commissione del Csm ha avanzato al plenum una proposta di delibera, assunta a maggioranza (con 4 voti favorevoli), a favore di Marcello Viola, una proposta (con 1 voto favorevole) a favore di Francesco Lo Voi (procuratore di Palermo) e una proposta (con 1 voto favorevole) a favore di Giuseppe Creazzo (procuratore di Firenze).

Successivamente, è stata avviata dalla Procura della Repubblica di Perugia un’indagine relativa alle condotte del magistrato Luca Palamara (ex presidente dell’associazione nazionale magistrati) e di alcuni componenti del Csm.

A seguito di questa indagine, il Csm acquisiva da Perugia copia delle relative trascrizioni e, successivamente, disponeva la revoca delle proposte originariamente formulate a favore di Viola, Creazzo e Lo Voi.

Nella seduta del 14 gennaio scorso, la V commissione del Csm ha formulato tre nuove proposte di conferimento dell’incarico di procuratore della Repubblica di Roma. I destinatari di tali proposte erano, questa volta, Francesco Lo Voi, Giuseppe Creazzo e Michele Prestipino Giarritta (allora procuratore aggiunto di Roma).

Il plenum del Csm - con deliberazione del 4 marzo scorso - approvava, a seguito di un doppio ballottaggio, la proposta a favore di Prestipino Giarritta e disponeva la nomina a procuratore della Repubblica di Roma.

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