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'Ndrangheta a Firenze: estorsione alla Mercafir, condannati due calabresi

Secondo l'accusa sono contigui a una 'ndrina. Dovevano 'recuperare' un credito di 70.000 euro da una ditta fiorentina fallita

Il tribunale di Firenze ha inflitto una pena di 11 anni e due mesi di reclusione a Carmelo Caminiti, 59 anni di Reggio Calabria, e di 9 anni a Paolo Malara, 46 anni di Catanzaro.

I due, legati secondo le accuse alla cosca di ‘ndrangheta dei De Stefano Tegano, sarebbero stati ingaggiati per attuare un recupero crediti illegale di 70mila euro di debito nei riguardi di una ditta fallita di proprietà di due fratelli fiorentini, imprenditori alla Mercafir.

Assolto perché il fatto non costituisce, come richiesto anche dal pm Angela Pietriusti, Angelo Nunziata, finito a processo con l’accusa di essere un presunto complice.

Per lo stesso episodio sono stati già stati condannati con rito abbreviato Alessandro Santini, 57 anni di Bergamo, imprenditore nell’import export di ortofrutta, a 3 anni e 4 mesi, e Antonio Francesco Pizzimenti, 58 anni di Reggio Calabria, a 2 anni e 4 mesi.

Ha patteggiato 1 anno e 7 mesi un altro imputato, Eugenio Potenza, napoletano, 47 anni residente a Trento, che avrebbe partecipato alle estorsioni.

Per l’accusa, la ditta di Santini era stata ammessa tra i creditori del fallimento ma non volle aspettare i tempi della procedura per recuperare il denaro, scegliendo la via dell’estorsione.
 

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