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Morto Ettore Bernabei: nel 2010 gli consegnato il Fiorino d'oro

Si è spento all'Argentario. Bernabei, fiorentino di nascita, fu direttore generale della Rai per 13 anni

E' morto a 95 anni Ettore Bernabei, dopo una vita dedicata al giornalismo. Berbabei, nato a Firenze nel 1921, è morto all'Argentario dove si trovava in vacanza con la famiglia. Aveva otto figli. Nel 1956, sotto Amintore Fanfani, il suo mentore politico e amico di una vita, viene chiamato a dirigere Il Popolo, il quotidiano della Democrazia cristiana.

Fu direttore generale della Rai dal 1961 al 1974, era da sempre considerato molto vicino al Vaticano.  Da direttore assegnò alla Rai la missione di educare il Paese: un vero servizio pubblico, basti ricordare gli anni in cui il il maestro Alberto Manzi insegna a leggere e scrivere a un'Italia che nel 1960 contava ancora il 35% degli analfabeti.

Celebre negli ultimi anni la sua polemica sui reality, "modello che nulla ha a che fare con i milioni di italiani che studiano, ricercano, o la mattina si alzano prestissimo". 

"Papà si è spento serenamente, in un luogo che amava tanto, dove gli piaceva riunire la famiglia, forte del senso di accudimento per i suoi che ha sempre avuto" dice il figlio Luca Bernabei. "Era a tavola e fino ad oggi pomeriggio ha parlato di politica, di economia. Se n'è andato tranquillo, pronto a questo momento".

Bernabei è stato ricordato anche dal premier, ex sindaco di Firenze, Matteo Renzi: "Con Ettore Bernabei scompare una delle figure piu' significative dell'Italia del dopoguerra. Un fiorentino vero, appartenente in tutto e per tutto alla grande stagione della Firenze cattolica del secondo Novecento, legato culturalmente e spiritualmente prima ancora che politicamente a La Pira e Fanfani. Bernabei e' stato qualcosa di piu' di un manager di stato, avendo vissuto in prima persona alcune pagine di grande rilievo anche della politica estera del nostro Paese".

"E personalmente- aggiunge il premier- mi resta impressa nel pensiero la sua grande passione per l'Italia e per il suo futuro che ancora qualche settimana fa mi confermava in un lungo colloquio a Palazzo Chigi ricco di aneddoti e di buoni consigli. Voglio ricordarlo tuttavia innanzitutto emozionato mentre riceve il Fiorino d'oro di Firenze, segno di un amore con la sua città mai cancellato da oltre mezzo secolo di lavoro lontano da casa.Alla sua famiglia e ai suoi amici le condoglianze mie personali e di tutto il Governo".

Non manca il ricordo del sindaco Dario Nardella: "Ho avuto la fortuna di conoscere personalmente Ettore Bernabei e ne ho apprezzato l'umanità, l'intelligenza generosa e il profondo attaccamento alla sua famiglia e al nostro Paese. Bernabei ha sempre conservato un legame di amore con la sua città natale, Firenze, che le ha tributato, non a caso, il più alto riconoscimento, il Fiorino d'oro, nel 2010". 

"Bernabei - continua Nardella - è l'ultimo esponente di una classe dirigente e intellettuale che ha guidato le istituzioni politiche e culturali dell'Italia in più di mezzo secolo. Ha contributo in modo decisivo a formare generazioni di professionisti e ad unire culturalmente l'Italia attraverso tanti anni di direzione lungimirante e saggia della Rai. Mancheranno ai più giovani come me, entrati da poco alla guida delle istituzioni pubbliche, i suoi consigli, la sua passione per il bene comune, il suo esempio. Firenze lo ricorderà con gesti solenni e sentiti come ha fatto in passato per i suoi figli più illustri". "Alla famiglia - conclude il sindaco - le più sentite condoglianze della città e mie personali". Ai funerali sarà presente il Gonfalone di Firenze. 

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