Manifestazione antifascista contro razzismo e discriminazione: "Sono in piazza perchè è successo anche a me" / VIDEO | FOTO

La manifestazione si è conclusa vicino al consolato statunitense, come simbolo di vicinanza alla popolazione statunitense che sta manifestando in USA

Uno dei manifestanti

Da piazza della Repubblica al lungarno Vespucci, la manifestazione antifascista di Firenze si è conclusa vicino al Consolato Generale degli Stati Uniti, la polizia, in tenuta antisommossa e con alcune camionette, ha infatti bloccato l'arrivo dei manifestanti che volevano concludere il loro cammino di fronte al Consolato.

Il corteo è partito alle 16:00 per "smarscherare l'operazione di sciacallaggio che Casa Pound, seppur con numeri ridicoli, sta cercando di mettere in atto con le cosiddette mascherine tricolori", il presidio però ha manifestato anche per la morte di George Floyd (per il quale a Firenze alle 19:30 si è svolto un presidio organizzato da Women's March Florence).

Molti gli striscioni e i cori che hanno denunciato i comportamenti violenti della polizia, due ragazzi inoltre hanno incendiato una bandiera degli Stati Uniti.

"Sono in piazza per manifestare contro le ingiustizie di ogni tipo, in particolare, oggi, per quelle nei confronti delle persone di colore. Non solo è doveroso scendere in piazza ma è fondamentale, anche dall'Italia possiamo e dobbiamo far sentire la nostra voce" racconta un manifestante.

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"Tutti dovrebbero scendere in piazza, anche se non è capitato a loro personalmente di essere stati discriminati. Io sono qui oggi anche per me stessa. E' successo anche a me - racconta Noemi Azab - di essere discriminata per la mia pelle e per non essere etnicamente italiana. Mi hanno detto 'stai zitta negra', 'basta perchè te e la tua famiglia mi mandate i terroristi a casa'. Mi piange il cuore, mi dispiace molto per quelli che hanno lottato e hanno perso la vita per un'uguaglianza che ancora non c'è. E' una situazione difficile, ma è importante essere in piazza, magari domani non sarà possibile. Ogni voce è importante".

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"Sono qui per Noemi, ma non solo. E' incredibile che sia ancora necessario combattere, sapere che dei miei coetanei (le ragazze hanno 19 anni) non ritengono importanti questo tema mi delude, è la battaglia di tutti noi" afferma Chiara Esposito, amica di Noemi.

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