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Legambiente critica il centro sportivo viola: "Rischio stravolgimento ambientale"

L'associazione: "Non vogliamo che il parco fluviale sull'Arno nel pian di Ripoli faccia la fine del parco agricolo della Piana"

Legambiente torna a criticare il centro sportivo della Fiorentina a Bagno a Ripoli, ribadendo la sua contrarietà alla realizzazione dell'opera.

Lo aveva già fatto lo scorso dicembre: “La delibera di avvio alla revisione del piano strutturale che dà il via al progetto viola - scrivevano sette mesi fa gli ambientalisti - inserisce l’ultimo centinaio di ettari del Pian di Ripoli nel perimetro urbano, lasciando così mano libera per una sua definitiva edificazione. Contro il 'consumo di suolo zero, il recupero di aree verdi e il potenziamento delle zone boschive'".

Adesso però passa alla 'fase 2', si dice "fortemente preoccupata" e presenta le sue "osservazioni relative al piano attuativo per la realizzazione del centro sportivo della Fiorentina e alla contestuale variante al piano strutturale e al regolamento urbanistico vigenti".

"Questo intervento, insieme ad altri previsti nella zona del Pian di Ripoli, rischia di stravolgere dal punto di vista urbanistico e ambientale un’area di pregio molto delicata e di compromettere la prospettiva, per noi strategica, del Parco fluviale dell’Arno quale elemento di identità del territorio Ripolese nell’ambito della Città Metropolitana" sostengono gli ambientalisti, che si sono già espressi criticamente anche nei confronti del nuovo stadio a Campi Bisenzio.

"Non vogliamo che avvenga a sud est di Firenze ciò che è avvenuto nel quadrante opposto, dove ormai rischiano di non sussistere più le condizioni per l’agognata messa in opera del Parco Agricolo della Piana" spiegano.

Poi provano a spiegarsi con i tifosi viola e la proprietà: "Siamo consapevoli delle aspettative suscitate tra i tifosi della Fiorentina da questo impianto sportivo, e dal ruolo che potrà svolgere per far crescere le ambizioni della prima squadra in Serie A. Pur tuttavia, non vorremmo che questo legittimo desiderio oscurasse la responsabilità cui noi tutti siamo chiamati adesso, per affrontare la grande sfida di consegnare alle generazioni future un pianeta ambientalmente più sano e vivibile”.

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“Sappiamo che il Piano Attuativo è stato adottato dal consiglio comunale – aggiunge Legambiente – e che per perfezionare l’iter dovrà superare altri passaggi, fra cui l’esame delle osservazioni dei cittadini e di quelle della Soprintendenza”.

In questa ottica, gli ambientalisti dicono di voler “contribuire alla discussione pubblica su questo tema così importante, misurandosi sul piano delle proposte, in vista di un armonico inserimento del Piano Attuativo nel costruendo Parco Fluviale dell’Arno”.

Quindi elencano i "quattro punti specifici che a nostro avviso presentano delle forti criticità: nel Piano Attuativo mancano prescrizioni volte a scongiurare la possibilità in futuro di modifiche funzionali che comportino ulteriore consumo di suolo; mancano inoltre percorsi ciclo pedonali che ne permettano l’attraversamento sulla direttrice Nord-Sud; la stima del fabbisogno di parcheggi, soprattutto in occasione degli eventi sportivi, appare decisamente aleatoria; i benefici che ricaverà la comunità di Bagno a Ripoli per questo intervento rimangono al momento vaghi".

Legambiente chiede infine che “le risorse incamerate a vario titolo dal Comune per la realizzazione del Centro Sportivo siano utilizzate per il progetto del Parco Fluviale dell’Arno”.

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