Cronaca

Gkn, aderiscono allo sciopero anche i ristoratori: "Contro le multinazionali straniere del food delivery"

Madeo (Tni Italia): "Fanno il bello e il cattivo tempo anche nell'Horeca, applicando commissioni del 35-40% sugli ordini"

Foto d'archivio

“Siamo solidali con i lavoratori Gkn, che stanno vivendo un momento drammatico. Li comprendiamo e siamo loro vicini. Purtroppo anche nel mondo Horeca le multinazionali fanno il buono e cattivo tempo”, afferma Raffaele Madeo, portavoce di Tni Italia, associazione nata a Firenze durante il primo lockdown 2020 con il nome di Ristoratori Toscana.

“Per questo, in occasione dello sciopero di Cgil, Cisl e Uil, lanciamo lo sciopero nazionale contro le multinazionali”. Si tratta del secondo sciopero di Tni Italia contro le grandi piattaforme del food delivery dopo quello proclamato il 6 gennaio scorso. Nella giornata di lunedì i ristoranti e alberghi aderenti rifiuteranno gli ordini e le prenotazioni in arrivo tramite le piattaforme.

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 “Un gesto simbolico, per sensibilizzare l’opinione pubblica, perché si rivolga direttamente alle nostre attività, anziché affidarsi alle multinazionali straniere. Alcune investono, è, vero, altre prendono il meglio del nostro Paese, sfruttando le competenze e le eccellenze italiane, lasciando solo briciole sul territorio nazionale. Un esempio? Da Deliveroo a Glovo, a Just Eat, a Uber Eats: sono le grandi piattaforme del food delivery, delle quali il mondo della ristorazione, per lavorare, difficilmente può farne a meno. E queste multinazionali lo sanno, con costi di attivazione di 500 euro e applicando sugli ordini fatti commissioni del 35-40%. Stessa cosa fa The Fork, che per ogni prenotazione al tavolo prende 2 euro a persona”, spiega Madeo.

Altro caso, secondo Madeo, è quello di Tripadvisor, la Google dei viaggi. “Il problema delle recensioni fasulle non è stato mai risolto. Ci sono agenzie indiane che vendono recensioni e consentono alle imprese del mondo Horeca che le acquistano  di scalare la classifica e lavorare di più".

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"In questo caso – sottolinea Rocco Costanzo, presidente di Tni Italia Liguria – la società utilizza nomi e immagini delle nostre attività senza autorizzazione e gratuitamente. Se la Siae chiede di pagare i diritti d’autore, perché Tripadvisor non ci paga i diritti di immagine e l’uso dei nostri marchi?”.

“Credo – è l’appello di Costanzo – che il governo e il Parlamento debbano lavorare per approvare una legge nazionale che regolamenti le attività delle oltre 15mila multinazionali straniere attive in Italia, che contano, dati Istat, oltre 1,4 milioni di addetti, per un fatturato complessivo di 594 miliardi. Altrimenti, sarà sempre un Far West e ci si troverà di fronte a macellerie sociali, come quelle di Bekaert prima e ora di Whirlpool, Gianetti e Gkn”.

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