Aggredito dal branco con calci e pugni: giornalista finisce in ospedale

Sostegno e vicinanza del gruppo Citynews a Marcello Orlandini, direttore di Brindisi Report

Andare a fare il proprio lavoro e ritrovarsi d'improvviso a terra fra calci e pugni, per poi finire in ospedale. E' una vile aggressione quella subita la notte scorsa da Marcello Orlandini, 67enne giornalista direttore di Brindisi Report del gruppo Citynews.

Il fatto è accaduto a Ostuni (Brindisi), dove durante una cena fra amici, un uomo ha ucciso con un colpo di pistola la moglie: secondo le testimonianze dell'autore lo sparo sarebbe partito per errore.

Quando è arrivato sul posto per raccontare ciò che era accaduto, Marcello si è qualificato come giornalista, convinto di trovarsi di fronte ad un poliziotto in borghese. Purtroppo così non era. E' stato colpito con un pugno alla tempia e quando è finito per terra il numero degli aggressori si è moltiplicato.

Forse una decina, fra loro persino delle donne, lo hanno pestato per lunghi momenti: calci e pugni, sul torace, in testa, sulla schiena. Marcello si è accovacciato ed ha iniziato a urlare: "Polizia! Polizia!".

Gli agenti di polizia erano tutti in casa, per i rilievi, quando è stato pestato e sono stati attirati dalle urla provenienti dall’esterno. Solo grazie al loro intervento, il gruppo di assalitori si è diradato.

Marcello ha trascorso la notte al pronto soccorso dell’ospedale di Ostuni, per essere sottoposto ad una serie di accertamenti, fra cui Tac toracica. Anche se gli esami strumentali hanno escluso lesioni interne, dovrà restare sotto osservazione per 48 ore. Ed una denuncia è già pronta a partire.

Tutto il gruppo editoriale Citynews, insieme alla redazione di FirenzeToday, si stringe oggi attorno al collega e amico Marcello Orlandini, fra i decani del mestiere: un maestro a cui fare riferimento per un consiglio attento e oculato, un giornalista di grande esperienza che ne ha viste già tante, nella vita, ma che, forse, non pensava di dover finire egli stesso nelle pagine di cronaca.

L'ennesimo attacco alla libertà d'informazione messo in atto con la violenza. Cronisti che hanno il compito di raccontare i fatti che si trovano spesso in situazioni complesse. Le minacce sono sempre più diffuse perché la verità fa male, specie quando si parla di crimine.

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Di Marcello conosciamo la stoffa, lui non si fermerà né si scoraggerà. E noi ne seguiremo l’esempio.

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