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Venerdì, 3 Febbraio 2023
Cronaca Empoli

Gassificatore di Empoli: il progetto traballa. Cos'è e dove dovrebbe nascere

La tecnologia, le rassicurazioni, i dubbi e le proteste. Ecco cosa sta succedendo

Ha fatto molto discutere il progetto per la realizzazione di un gassificatore per il trattamento dei rifiuti nel Comune di Empoli. Ma di cosa si parla?

La tecnologia

La tecnologia dell'impianto prevedere la trasformazione di rifiuti non riciclabili in un gas sintetico, detto "syngas". Il gas, una volta trattato, può essere utilizzato anche in sostituzione del gas naturale, oppure convertito in metanolo, l'etanolo e l'idrogeno. Sostanze riutilizzabili come carburanti oppure nelle filiere dell'industria manifatturiera.

Secondo la società di trattamento rifiuti Alia, grazie alla tecnologia "waste-to-chemicals", l’impianto sarà in grado di trattare fino a 250 mila tonnellate di rifiuti ogni anno e di generare prodotti circolari. 

La zona interessata

La zona individuata per la nascita dell'impianto è quella industriale di Terrafino, ad ovest di Empoli, a poche centinaia di metri dalla frazione di Marcignana. Un'area dove già funzionanti sono i centri per il recupero e il riciclo della carta e del vetro.

I numeri

Dopo le fasi autorizzative, si stima che il periodo di costruzione avrà la durata di circa 30 mesi, con un investimento previsto di circa 400 milioni di euro. Il distretto impegnerà circa 600 addetti in fase di costruzione e circa 200 occupati a regime, tra diretti e indiretti.

Le rassicurazioni degli ideatori, lo scetticismo dei comitati

"Questa soluzione consentirà una riduzione complessiva fino al 70% della quantità di Co2 emessa in atmosfera e la realizzazione di prodotti circolari e combustibili di seconda generazione 'a carbonio riciclato' – quindi a bassa impronta carbonica in linea con la Direttiva Europea sulle Rinnovabili – contribuendo così all’indipendenza energetica del Paese", sottolinea Alia.

Ma nei cittadini c'è allarme per la nascita dell'impianto. Il comitato "Trasparenza per Empoli" e "Rifiuti Zero" parlano di "inceneritore sotto mentite spoglie", ma pongono dubbi anche sul piano economico. La ferita dell'inquinamento provocato dal Keu, con l'inchiesta per le infiltrazioni della malavita è ancora fresca. Il 26 novembre una grande manifestazione (si parla di 2.500 persone), ha attraversato il centro di Empoli per dire "no" al gassificatore.

E proprio per frenare gli allarmi il progetto per il nuovo impianto di Empoli è stato accompagnato da un percorso di coinvolgimento e ascolto del territorio. 

Secondo quanto emerso in uno degli incontri partecipativi, il progetto dell'impianto sarà circondato da un parco urbano di circa 7 ettari di parco: nella proposta dovrebbe diventare un vero e proprio bosco, composto da oltre 1.300 alberi di varie dimensioni, e 90.000 piante. Un’area che possa ospitare, anche, sperimentazioni agronomiche sull’arricchimento dell’ambiente controllato con anidride carbonica estratta dall’impianto.

Il "no" del Comune di Empoli. Alia: "Completeremo il progetto"

In seguito alle proteste il Comune di Empoli ha ritirato la sua disponibilità ad ospitare l'impianto. E' stata il sindaco Brenda Barnini a deciderlo, inviando una Pec a Regione Toscana e Alia.

Lo stesso limitrofo Comune di San Miniato ha seguito le orme di Empoli, dichiarandosi indisponibile. Il Presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, ha glissato, sostenendo che gli impianti per il trattamento dei rifiuti previsti dalla Regione sono "altri 38".

In una nota Alia ha manifestato disappunto per la scelta parlando di "un forte clima di tensione culminato con le minacce verso la sindaca e intimidazioni verso i dipendenti dell’azienda, l’ostilità e la contrapposizione ideologica alimentata da gruppi organizzati" e di "diffusione di allarmanti fake news" che hanno reso "impossibile la prosecuzione di un dialogo costruttivo con la cittadinanza".

Tuttavia, "Alia ha preso l’impegno a completare la progettazione definitiva in modo da poter discutere con dati ufficiali e in maniera trasparente tutti i punti critici sollevati da cittadinanza e comitati, in un confronto pubblico aperto ad esperti, università, cittadini, comitati, associazioni ambientaliste, imprenditoriali con il coinvolgimento di un ente o istituzione indipendente". 

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