Sicurezza, altro furto al Gran Caffè San Marco. Il titolare: "Più sicuro a Tunisi che a Firenze"

Zamperini è console onorario della Tunisia. Ha subìto due furti e una rapina in 10 giorni

L'esterno del locale (credits by Facebook)

Amareggiato, stanco e sfiduciato. E' lo stato d'animo dell'imprenditore Gualserio Zamperini, titolare del Gran Caffè San Marco, che questa notte è stato di nuovo vittima di un furto. Il terzo episodio che lo vede suo malgrado protagonista, in una decina di giorni. 

Due settimane fa ignoti avevano saccheggiato il locale di piazza San Marco oltre ad altri locali del centro storico: i malviventi portarono via vino e il registratore di cassa.

A gravare ulteriormente sulla situazione di Zamperini, un secondo episodio, solo un paio di ore dopo, che l'ha visto protagonista di una rapina sotto casa. Il console onorario della Tunisia è stato bloccato e derubato di un orologio di pregio. 

Stanotte un'altra levataccia. Il telefono che squilla, all'altro capo della cornetta il pasticcere che racconta di un'altra effrazione nel locale con un piede di porco. I malviventi avrebbero agito con ancor più spavalderia, senza coprirsi neanche il volto. Poi la razzia. Via iPad, qualche bottiglia di vino e perfino caramelle e cioccolatini. 

Zamperini, da anni sostenitore e promotore delle relazioni culturali Italia-Tunisia, tanto da venire nominato nel 2018 Cavaliere della Repubblica dall'ex presidente Beji Caid Essebsi, è però spossato da questa sensazione di essere finito nel mirino. "Io sono un moderato, anche se questa serie di episodi mette a dura prova anche persone come me". 

"Non è il danno che mi urta - si sfoga Zamperini - ma è questo sistema a darmi fastidio, a volte verrebbe voglia di prendere il porto d'armi. Non incolpo le forze dell'ordine, che fanno il loro dovere. Ma poi si arriva a un cortocircuito, mi spiace ammetterlo ma il panorama della sicurezza è cambiato".

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"Il contesto del centro è cambiato tanto negli ultimi trent'anni. E oggi posso dire che mi sento più sicuro a Tunisi che a Firenze" conclude amaro Zamperini. 

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