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Il Ministero dei beni culturali: "Lo stadio Franchi non si può abbattere ma..."

Lettera del ministero che apre alla copertura integrale, allo spostamento delle curve e a nuovi spazi commerciali. Attesa la risposta di Commisso

Lo stadio Artemio Franchi non si può abbattere, ma si può intervenire sulla struttura esistente. È quanto emerge dalla lettera-relazione del MiBact arrivata nella giornata odierna, venerdì 15 gennaio, alla società del viale Fanti e al Comune di Firenze. La missiva, firmata dall’architetto Federica Galloni, indica quali interventi si possono effettuare sull’attuale stadio della Fiorentina.

Da Roma si spiega – riporta ilsitodifirenze.it – che lo stadio può essere coperto integralmente (“con parziali interruzioni in corrispondenza della torre di Maratona e della pensilina che copre la tribuna autorità, consentendo il mantenimento e la percezione dello sviluppo complessivo dello stadio”), le curve potranno essere avvicinate al campo di gioco, le aree della parte esterna delle gradinate potranno essere destinate a servizi e spazi commerciali e nuove volumetrie potranno essere costruite per spazi di hospitality e commerciali.

Pensilina, scale elicoidali, torre di Maratona e anello strutturale sarebbero stati infatti individuati come elementi “testimoniali” di cui è necessaria la conservazione, scrive Repubblica.it. Basteranno queste “concessioni” a Rocco Commisso per giustificare un investimento comunque ingente di ristrutturazione? 

Nei mesi scorsi infatti, come riporta violanews.com, più volte il presidente della Fiorentina aveva fatto intendere di essere pronto ad abbandonare il progetto se non gli fosse stata lasciata libertà di manovra: “lo stadio si deve azzerare”, aveva detto il patron viola a novembre. E poi c'è una'lternativa, non si sa quanto concretamente praticabile, al momento: il 'Campi Nou' di cui, c'è da starne certi, si tonerà presto a parlare.

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