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Donna incinta morta a Careggi: indagati sette medici

Forse poteva essere salvata

Mattea Masciaveo, la donna di appena 30 anni, incinta di 27 settimane, morì il 13 febbraio del 2018 a Careggi.

La Nazione di Firenze scrive che forse "la somministrazione di eparina, dodici ore prima dell’intervento, avrebbe potuto salvarla".

Mattea, obesa, aveva programnmato un’operazione in laparoscopia di colecistectomia, ma all’improvviso la situazione precipitò. L’autopsia ha stabilito che ad ucciderla è stato un arresto cardiaco causato da un’embolia polmonare massiva che ha avuto origine da una trombosi dell’arteria basilica di destra, così come scrive il quotidiano cittadino. 

Il giornale continua parlando di un incidente probatorio, disposto dal giudice Federico Zampaoli. Per la della donna incinta. La procura ha iscritto sul registro degli indagati le sette figure sanitarie che si sono occupate della paziente nel corso del suo ricovero, iniziato il 6 febbraio dell’anno scorso, presso il reparto di ginecologia e ostetricia dell’ospedale fiorentino.

Careggi: muore al quinto mese di gravidanza

Sul registro degli indagati sono stati iscritti tre ginecologi, due consulenti anestesisti, un gastroenterologo, e un chirurgo, avvicendatisi nella gestione della paziente. Venne tentato anche un parto cesareo d’urgenza per salvare il feto che aveva in grembo, come riportato dalla Nazione di Firenze. Ma anche questo tentativo, come tutte le manovre di rianimare la donna, è stato vano.

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