Il Comune fa cassa con le case popolari: in vendita ma non ai cittadini

E' quanto denunciato da Sì-Toscana a sinistra in consiglio regionale

Non si arresta la polemica sulla casa a Firenze. Dopoché alcune opposizioni hanno denunciato il Comune di aver sospeso il servizio di alloggio temporaneo per le persone sfrattate ieri è arrivata un'altra accusa all'amministrazione comunale, questa volta dal gruppo regionale Sì-Toscana a sinistra. Secondo il gruppo l'amministrazione sarebbe intenzionata a vendere in blocco 60 immobili di sua proprietà (13 dei quali in via dei Pepi) alla società Invimit (Investimenti immobiliari italiani S.p.A.), società il cui capitale è interamente detenuto dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. Si tratterebbe di appartamenti destinati alla edilizia residenziale pubblica, quindi non alienabili. 

I consiglieri Tommaso Fattorie Paolo Sarti hanno presentato un'interrogazione alla Giunta regionale, in particolare hanno chiesto se le procedure attuate dal Comune di Firenze siano in conflitto con le leggi regionali e se la Giunta non ritenga “comunque, che la totalità di questi immobili andrebbe destinata a funzione sociale”.

È stato l’assessore regionale Vincenzo Ceccarelli a rispondere all’interrogazione. “Gli immobili sono senz’altro ascrivibili al patrimonio Erp” ha detto Ceccarelli, facendo riferimento alla normativa regionale, in particolare alla legge 96 del 1996. L’assessore ha poi spiegato che la Regione non ha ancora elementi sufficienti per capire se “le procedure attuate possano configgere con quanto previsto dalla normativa”. 

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“La risposta conferma ciò che temevamo: il Comune di Firenze sta vendendo alloggi che in realtà non potrebbe vendere”, ha replicato in aula il capogruppo Tommaso Fattori. “Stiamo parlando di alcuni tra gli ultimi immobili di edilizia residenziale pubblica rimasti nel centro di Firenze. Questa che si delinea è anche un’idea di città: siamo di fronte al compimento dell’opera di allontanamento dei cittadini dal centro. Una alienazione così consistente in un momento di crisi di alloggi come questo aggrava ulteriormente il problema. E questo avviene in violazione della norma regionale. Andremo fino in fondo – ha concluso Fattori – e dimostreremo che le norme della legge regionale non sono state rispettate”. 

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