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Mercoledì, 28 Settembre 2022

Spola in autostrada con la droga nascosta nella bombola del gpl: il grossista viveva a Firenze | VIDEO

Così un trentenne aveva messo in piedi un florido giro di spaccio, dal valore di due milioni ogni partita

La droga veniva portata nascosta dentro il serbatorio del gpl, sbloccabile grazie a una levetta nascosta. A questo era arrivato il livello tecnologico del trentenne, cittadino albanese, arrestato e sotto indagine dalla sesta sezione antidroga della squadra mobile di Bologna insieme con altri otto soggetti, quasi tutti residenti a Bologna.

Il flusso di droga proveniva dal Nord Europa e avrebbe movimentato solo in pochi mesi ben due milioni di euro, secondo quanto rinvenuto in alcuni 'pizzini' contabili.

Il trentenne, incensurato che viveva a Firenze, acquistata quantitativi di cocaina ed eroina medio-grandi, partite anche da 50 chilogrammi alla volta che arrivavano in tranches attraverso corrieri. Di qui, lo stesso soggetto - con la propria auto modificata - conduceva frequentissime trasferte in varie province del Nord e del Centro Italia, di persona. Un particolare questo, che si rivelerà fondamentale nell'emersione della vicenda.

Partite da 50 chilogrammi, poi il 'giro' della droga nelle province
Ravenna, Roma, La Spezia, Modena, Milano, Alessandria, l'auto del 30enne è stata vista fare la spola un po' in tutte le province del Nord e del Centro Italia. In particolare a Modena, dove l'intermediario ha incontrato un altro sodale, 44enne, anch'egli albanese, noto per qualche precedente, per la consegna di un carico di qualche chilogrammo. Per questo gli agenti della Mobile hanno effettuato una perquisizione a Frosinone, in un capannone nella disponibilità del modenese, trovando altra droga.

Il centro di tutto era però Firenze città, con il 30enne che aveva nelle sue disponibilità una rete di appartamenti e garage, attraverso i quali riceveva i carichi di stupefacenti dal Nord Europa. Ancora in fase di ricostruzione la strada che prendevano i denari guadagnati dal trentenne, ma non è escluso che vi sia un grado superiore nella gerarchia criminale, al quale l'uomo versava una quota.

Le indagini e gli arresti
Le maglie degli investigatori si sono però strette attorno a tutto il gruppo: oltre al 'capo' della rete, finiti oggetto di misure cautelari, sono stati anche altre sette persone, di cui quattro cittadini albanesi e tre cittadini italiani. Per loro il sospetto è che si dedicassero allo smercio al dettaglio attraverso contatti fidati, nelle piazze virtuali di spaccio di cocaina sia in città che nei comuni della cintura. Le indagini sono partite da una delle consegne di droga pattuite. L'auto del 30enne è stata poi seguita, facendo emergere il 'giro' di spaccio. Appostamenti e intercettazioni dei garage del soggetto hanno chiuso il cerchio.

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