Martedì, 19 Ottobre 2021
Calcio

Verso Udinese-Fiorentina, Italiano: "Dobbiamo essere più cinici e difendere col coltello tra i denti"

Il tecnico della formazione gigliata ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della trasferta di Udine

Archiviata la sconfitta contro l'Inter dello scorso martedì, che ha interrotto la serie positiva dei suoi, il tecnico della Fiorentina, Vincenzo Italiano, ha introdotto in conferenza stampa la partita di domani pomeriggio sul campo dell'Udinese.

L'analisi del mister dei gigliati è partita proprio dalla gara persa in rimonta contro i nerazzurri, con un occhio in particolare al mancato cinismo sotto porta: "È un aspetto che dobbiamo migliorare rapidamente. Non si possono avere 4 o 5 palle gol e non concretizzarle. Indirizzare le partite deve essere il nostro obiettivo ed essere concreti consente di lavorare in una maniera diversa durante la partita. Se nel primo tempo avessimo concretizzato sarebbe stato difficile vedere quella ripresa da parte dell'Inter, se tieni in vita grandi squadre così ti fai male. Creare tante palle gol è un nostro obiettivo, concretizzarle permette di pensare e ambire a cose diverse".

Italiano ha risposto anche relativamente a pregi e difetti della Fioerentina: "Con il Genoa mi era piaciuto tantissimo il modo in cui avevamo fatto la partita. Se devo tirare le orecchie alla squadra, devo sottolineare che ogni volta che andiamo in svantaggio accusiamo il colpo, era già successo a Roma. Siamo ancora alla quinta giornata, bisogna prendere il pallone, riportarlo a metà campo e riprendere a fare ciò che stavamo facendo. Davanti avevamo i campioni d'Italia, quindi qualche difficoltà ci può stare ma mi sta piacendo come affrontiamo le partite. Quando concediamo, o facciamo creare azioni pericolose o subiamo gol, dobbiamo essere più concreti e difendere col coltello tra i denti, specialmente quando gli avversari ripartono".

I calciatori della Fiorentina, specialmente quelli offensivi come González e Vlahovi?, subiscono tanti falli, un fattore che può indurre al nervosismo e anche a pericolosi infortuni: "Non penso siano falli chirurgici, vuol dire che abbiamo noi per tanto tempo la palla, il fatto che questi giocatori vengano falcidiati da falli tattici e a volte rudi, è un dato che mi piace. Significa che determiniamo, siamo noi a comandare. Nico non deve reagire così, se n'è reso conto, non possiamo mettere in difficoltà la squadra. Avremmo potuto fare un forcing finale ma penso che la strada sia quella giusta. La mentalità deve essere uscire dal campo e dire potevo vincerla, potevo osare di più. Per me già avere questo spirito è importante".

Si è parlato anche di Bonaventura, uomo chiave nelle geometrie di italiano: "Sta facendo le cose in maniera egregia, sa dosare le energie, copre bene lo spazio, è intelligente. Sa quando arrivare in zona gol, quando palleggiare. In questo momento sta bene, soprattutto mentalmente. Il calcio è una questione soprattutto mentale, i ritmi del primo tempo possono durare per tanti minuti, non avevamo sprecato tante energie, al contrario se sei lungo e ti fai dominare fai fatica. I giocatori con intelligenza in quelle condizioni fanno la differenza".

Sulla condizione della squadra dopo i primi due dei tre impegni ravvicinati: "La terza partita è quella a cui uno cerca di arrivare lucido e con energie. Le rotazioni erano mirate ad arrivare a questa partita con le giuste risorse. Non recuperiamo Venuti, Castrovilli e abbiamo González squalificato. Sapevo che avremmo perso qualcuno, ma i ragazzi sanno cosa ci aspetta. L'Udinese in casa ti mette in difficoltà per qualità e struttura, per la fisicità dei calciatori che hanno in attacco. Proveremo a condurre bene la gara, i cinque cambi possono determinare e lì dobbiamo farci trovare pronti. Pulgar dopo la partita col Genoa ha avuto un affaticamento, ieri è rientrato in gruppo. Si è allenato ieri, è importante averlo al 100%. Torreira era alla seconda partita dopo tanto tempo, ha fatto 70 minuti di alta intensità, sta crescendo ed è un calciatore che si fa sentire, è dinamico, arriva al tiro. Pur non essendo altissimo ha messo Vlahovic in porta di testa".

Sulle insidie della partita con l'Udinese: "Tutti i calciatori sanno leggere le situazioni, Deulofeu è bravo nell'uno contro uno, Pussetto attacca la profondità. Li conosciamo, lo spagnolo può inventarsi qualsiasi cosa. L'Udinese è compatta, difficile da affrontare, attenzione massima sulle palle inattive. Stiamo concedendo poco ma prendere quei gol non va bene, dovremo essere attenti al massimo. ".

La maggior parte dei gol subiti dalla Fiorentina sono arrivait nel finale: "Abbiamo subito soprattutto nei minuti finali, vedi Roma e Inter. Secondo me abbiamo preso qualche gol di troppo su situazioni in cui ci potevamo comportare diversamente. Possiamo comportarci diversamente su break e ripartenze, dobbiamo essere bravi ad arginare, concedere poco senza subire gol. Riguarda tutta la squadra, l'ho detto ai ragazzi, in questo momento bisogna aumentare concentrazione e attenzione perché al primo errore prendiamo gol".

Sul rapporto con Firenze e i suoi abitanti: "La mia vita è un po' cambiata, ci tengo a lavorare bene durante la settimana per ottenere il massimo in partita. Essere sul pezzo è la mia normalità, mi preoccupa solo il bene della Fiorentina. Devo far rendere al meglio i miei giocatori e metterli in condizione di affrontare chiunque. La città è meravigliosa e la passione dei fiorentini è bellisima, per quello non voglio lasciare nulla al caso. MI è dispiaciuto contro l'Inter non ottenere un risultato positivo, la gente lo meritava e siamo dispiaciuti. I primi mesi qui sono stati bellissimi, spero lo siano anche i prossimi e che si possa migliorare ancora".

Vlahovi? a secco: "L'attaccante vive per il gol, è normale che quando non arriva ha la smania di concretizzare. Non è sempre facile perché alle spalle ci sono difensori forti, ora che il nome di Dusan è importante tutti lo affrontano con la massima attenzione. Contro l'Inter ha avuto occasioni, viene coinvolto nello sviluppo della manovra offensiva. Ma come ho detto all'inizio, non bisogna aggrapparsi a un solo uomo, giochiamo con tre attaccanti. L'importante è essere nel vivo del gioco, poi ci sono partite in cui si riesce a far gol. Cercheremo di migliorare la rifinitura e aumentare i presupposti per far gol".

La crescita di Duncan: "Alfred è un professionista esemplare. Lo conoscevo da avversario, non personalmente. Sapevo delle sue doti, ha un mancino importante. Ho apprezzato anche l'aspetto caratteriale e umano, dà sempre il 100%, mi piace il fatto che sia sempre coinvolto. Lo vedo contento e felice, ha fatto un primo tempo straordinario. Anche col Torino ha determinato, deve essere questo il suo spirito. Quando è così l'allenatore se ne accorge, 'Alfredo' come lo chiamiamo tutti, mi ha stupito anche lui".

Finora la retroguardia non è mai stata la stessa, variando di partita in partita: "In questo momento le partite ravvicinate sono servite anche a dare una chance a tutti. I principi li conoscono tutti, sono allenati tutti allo stesso modo. Si è subito gol nella stessa identica situazione di Roma. I quattro dell'Olimpico e i quattro della partita col Franchi devono crescere in alcuni fondamentali. In settimana si fanno delle scelte, chi va in campo deve guadagnarsi la conferma. Mi spiace per Terzic che finora non ho ancora potuto schierare, mai mollare perché l'occasione può capitare sempre. L'importante è che tutti conoscano bene cosa fare".

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