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Spending review, la ricetta Rossi per il riordino delle province toscane

Il Presidente della Regione Enrico Rossi ha fatto sapere come pensa il riordino delle province toscane. Divisione in tre macroaree: Toscana costa, centro e sud

Il Presidente della Regione Enrico Rossi presenta la sua ricetta per il riordino delle province, adesso che il governo ha mandato in cantina la parole soppressione sostituendola con riorganizzazione. Ieri il Senato ha approvato con decreto la sopravvivenza degli enti ma ha mantenuto invariati i parametri. Quelli di dimensione territoriale e popolazione residente, rispettivamente non inferiore a 2.500 chilometri quadrati e non inferiore a 350mila abitanti.

E ora tra le molte "miscele" proposte dagli amministratori arriva quella che ha più peso, visto che è il governatore in persona a farla. Sebbene non sia un dictat, tutt’altro. Rossi ha già spiegato che ascolterà e vorrà parlare con tutti.

Andando al progetto per la Toscana. Rossi pensa a tre enti di area vasta: quello della costa, con Massa, Pisa, Lucca e Livorno; quello del centro, con la città metropolitana di Firenze, Prato e Pistoia; quello della Toscana del Sud, con Arezzo, Siena e Grosseto. L’unico neo rimasto nel piano Rossi è quello della città metropolitana che non risulterebbe compatibile “con l'ente di area vasta che includerebbe anche Prato e Pistoia”. 

“Ciò a causa delle regole contenute nel decreto appena uscito dal Senato, che mi auguro venga modificato. Voglio proprio vedere - ha affermato Rossi - cosa ci può obiettare il governo di fronte ad una proposta come questa, basata su tante ragioni e sul senso comune, che di fatto migliora la riorganizzazione, limitando al ribasso i nuovi enti, rispetto agli accorpamenti basati sui parametri numerici astratti contenuti nel decreto”.
Prima di concludere, Rossi ha voluto diffondere un post scriptum ai cittadini toscani e, probabilmente, anche a tutti gli amministratori locali: “La vicenda delle Province, se dominata dal populismo, potrebbe diventare un pericoloso detonatore per proteste irrazionali, sconosciute alla tradizione di questa regione”.

Il Presidente della Provincia di Firenze, Andrea Barducci, ha già fatto sapere di concordare con l’idea di Rossi. “Quella di un’area vasta della Toscana centrale che comprenda i territori delle province di Firenze, Prato e Pistoia – prosegue Barducci – è una proposta che sostengo fin dalla stesura del mio programma elettorale per le scorse elezioni provinciali, e che ha avuto riscontri positivi già nella riunione dei presidenti delle 10 città metropolitane dello scorso gennaio, quando era stata presa a modello per situazioni analoghe in Piemonte, in Liguria e in Veneto”.  

Ora c’è attesa per il Consiglio regionale convocato per il 9 agosto, in aula si discuterà proprio di spending review. Poi sempre nel pomeriggio di giovedì l'Assemblea regionale tornerà a riunirsi per una seduta congiunta con il Consiglio delle autonomie locali (Cal). All'ordine del giorno gli adempimenti previsti dalla legge regionale sulle 'norme sul sistema delle autonomie locali'.

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