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Carceri toscane al collasso. Choc a Sollicciano: è straripante

La Uil continua a chiedere aiuti per risolvere l'emergenza del sovraffollamento nelle celle toscane. Proprio negli istituti maggiormente saturi si registra il più alto tasso di tentativi di suicidi

Si è quasi alla goccia che fa traboccare il vaso, l’acqua è lì lì per sgorgare fuori dal recipiente. Una metafora per far capire la condizione in cui si vive nelle carceri toscane, molte in deficit di capienza e personale in antitesi al sovrabbondante numero dei detenuti.

 Il collasso delle strutture viene denunciato dalla Uil PA Penitenziari: “ Alle 24.00 di ieri presenti in regione 4292 detenuti, 4108 uomini e 184 donne, a fronte dei 3083 posti attualmente disponibili- dice Eugenio Sarno, segretario del sindacato-.  Un surplus di 1209 presenze che fa attestare la media del sovraffollamento regionale al 39,2 %. L’istituto penitenziario con il più alto indice di affollamento risulta essere Firenze Sollicciano (94,6 %) , seguito da San Gimignano (82,6 %) e Pisa (59,1 %).”

QUI LA SITUAZIONE NAZIONALE
Sostanziale anche il numero dei tentati suicidi negli ultimi sette mesi, se ne contano 87. In prima fila proprio le strutture più sature Sollicciano e San Gimignano con 25 e 18 casi. Non mancano gli atti di autolesionismo che ammontano a 268, solo a Sollicciano sono stati 106 .
Gli stessi detenuti hanno protestato nelle forme più diverse: scioperi della fame, rifiuto del vitto e perfino il rifiuto della terapia, affiancate anche da proteste collettive.

I DATI DELLE CARCERI

 La situazione penitenziaria regionale è motivo di ulteriori preoccupazioni, fa sapere la Uil, anche per la situazione deficitaria degli organici del personale. “L’organico complessivo della polizia penitenziaria in regione è fissato in 3021 unità, ve ne sono in servizio 2409 (di cui 61 unità impiegate al Provveditorato Regionale o negli Uffici dell’Esecuzione Penale Esterna). Ne consegue che l’effettivo deficit di unità destinate ai servizi d’istituto ammonta a ben 673 unità. Non va certo meglio - sottolinea SARNO - per il personale amministrativo di cui segnaliamo la carenza di 35 Educatori, 32 Assistenti Sociali, 33 Contabili e 46 Collaboratori Amministrativi. La grave crisi finanziaria, con l’esaurimento dei fondi assegnati sui capitoli di gestione potrebbe, a breve, costringere molte Direzioni ad alzare bandiera bianca con conseguente paralisi di ogni attività operativa, amministrativa e tratta mentale. Non crediamo servano ulteriori commenti per illustrare la devastazione che colpisce tutti gli operatori penitenziari, costretti ad operare sempre più soli ed abbandonati nelle frontiere penitenziarie. Per queste ragioni – ricorda il Segretario Generale della UIL PA Penitenziari - continueremo a sollecitare il Provveditorato Regionale perché indichi un percorso di confronti per approfondire le tante criticità in atto “

 

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