Coronavirus: via libera al decreto "Cura Italia"

Decreto da 25 miliardi

"Le battaglie perse si riassumono in due parole: troppo tardi", diceva il generale statunitense MacArthur. Bisogna agire, dunque, senza temporeggiare. E' quello che sta cercando di fare il governo, con il maxi decreto "salva economia" con le misure e i fondi per fronteggiare l'emergenza coronavirus. Perché dopo l'epidemia sanitaria il dramma sarà ripartire (anche) con l'economia. Ed è necessaria una terapia d'urto. 

Coronavirus: il decreto "salva economia" 
Il decreto "Cura Italia", varato da Palazzo Chigi nel primo pomeriggio di oggi dopo un Consiglio dei ministri straordinario, dovrà essere poi discusso e approvato da Camera e Senato per essere operativo. Si tratta di decisioni senza precedenti, inserite in una sorta di manovra economica straordinaria: 25 miliardi di euro in totale. Sostegno a famiglie, imprese e lavoratori pubblici o privati, single o genitori, autonomi, dipendenti o cococo. E il differimento di adempimenti e alcuni versamenti per i contribuenti. Interventi inderogabili, sia per le imminenti scadenze fiscali di oggi lunedì 16 marzo (come il saldo dell'Iva), sia per dare ristoro ai lavoratori e alle aziende in difficoltà.

Le parole di Conte: "Nessuno deve sentirsi abbandonato"
Queste le parole del premier Giuseppe Conte dopo il via libera del Consiglio dei ministri al decreto "Cura Italia" con le misure previste per affrontare l'emergenza coronavirus:
 


"Il governo è vicino alle imprese, ai professionisti, alle famiglie, alle donne e agli uomini, ai giovani che stanno facendo enormi sacrifici per tutelare il bene più alto. Nessuno deve sentirsi abbandonato e questo decreto lo dimostra. Abbiamo appena concluso i lavori del Consiglio dei ministri: è un passaggio importante. E' una manovra economica poderosa: non abbiamo pensato e non pensiamo di combattere un'alluvione con gli stracci. Stiamo cercando di costruire una diga per proteggere imprese, famiglie e lavoratori. Siamo stati i primi a mettere in campo 25 miliardi di euro a beneficio delle imprese e delle famiglie e attiviamo flussi complessivi per 350 miliardi. Siamo consapevoli che non basterà, ma il governo risponderà presente anche domani. Dovremo predisporre misure per il tessuto economico e sociale fortemente intaccato dall'emergenza con un piano di ingenti investimenti, con una rapidità che il nostro paese non ha mai conosciuto prima".

Il presidente del Consiglio ha poi auspicato una risposta comune europea: "L'Ue ci segua. I primi segnali sono importanti. L'Italia promotrice di un messaggio a tutte le istituzioni Ue". 

Lavoratori, mutui, imprese e famiglie: cosa prevede il decreto
Vediamo cosa prevede il piano del governo nel dettaglio, precisando che le misure per rinviare le scadenze fiscali a partire già dalla scadenza del 16 marzo avranno efficacia retroattiva. Roberto Gualtieri, ministro dell'Economia, ha parlato in primis di "un finanziamento aggiuntivo molto significativo per il Sistema sanitario nazionale e la Protezione civile da quasi 3,5 miliardi". Il secondo capitolo del decreto, "che vale più di 10 miliardi", riguarda il sostegno all'occupazione, la difesa del lavoro e del reddito "affinché nessuno perda il posto di lavoro a causa del coronavirus".

La ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo, ha spiegato che sono previste risorse per 1,3 miliardi per il Fondo di integrazione salariale e 3,3 miliardi per la cassa integrazione in deroga che andrà a coprire anche le aziende con un solo dipendente. E' stata confermata la copertura "di tutti i lavoratori autonomi, stagionali e di altre forme con un assegno di 600 euro per il mese di marzo". Per gli autonomi e i liberi professionisti, ha aggiunto il ministro Catalfo, "questo primo decreto stanzia circa 3 miliardi a tutela del periodo di inattività". Per queste ultime categorie è prevista anche la sospensione dei contributi previdenziali.

E ancora: sospensione delle rate di mutui e dei prestiti, con garanzie pubbliche. Nello specifico, la rata del mutuo sulla prima casa può essere sospesa per chi non riceve lo stipendio in questi giorni. Per i lavoratori in quarantena, si conferma il computo del periodo di astensione dal lavoro come malattia.

Confermata anche la sospensione degli obblighi di versamento di tributi e contributi (Iva e Irpef in scadenza oggi, per esempio): il ministro dell'Economia ha parlato di un differimento al 31 maggio "per le imprese che fatturano fino a 2 milioni" e anche oltre questo limite per le categorie colpite direttamente dalla crisi, come ristorazione, turismo, trasporti, sport, cinema e teatri. Stop alle cartelle esattoriali e ai controlli fiscali.

Sul fronte delle famiglie, per i genitori lavoratori del settore privato che hanno figli con non più di 12 anni è prevista l'estensione del congedo parentale a 15 giorni o in alternativa un voucher baby-sitter da 600 euro  per chi ha bisogno di curare i figli (1,6 miliardi stanziati con un bonus ulteriore "speciale" per il personale sanitario). Per quel che riguarda i permessi della legge 104, per il periodo marzo-aprile saranno estesi a dodici giorni.

Seicento milioni di euro vanno invece al settore aereo per far fronte ai danni subiti dall'emergenza coronavirus: si autorizza anche per Alitalia "la costituzione di una nuova società interamente controllata dal Ministero dell’economia e delle Finanze ovvero controllata da una società a prevalente partecipazione pubblica anche indiretta".

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