Coronavirus, via alla task force: 250 'tracciatori' a caccia dei contatti dei positivi / FOTO

Lavoreranno su turni dalle 8 alle 20, alla Fortezza da Basso. Giani: "Massimo sforzo e non è tardi. Chi critica non ha spirito di squadra"

Tracciare i contatti dei positivi al coranavirus. E' da tempo che questa affermazione viene ripetura come un mantra, come una delle azioni da perseguire per arginare il contagio dell'epidemia.

Nelle ultime settimane però il sistema del tracciamento, con l'esplosione dei nuovi casi positivi, è saltato un po' in tutta Italia, con differenze notevoli tra le varie regioni.

E a proposito di tracciamento, questa mattina il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani ha presentato l'allestimento preparato nelle ultime ore da Firenze Fiera nei padiglioni Cavaniglia e Rastriglia, all'interno della Fortezza da Basso.

Su turni, opererà una task force di 250 'tracciatori'. "Ovviamente nel rispetto di tutte le normative anti Covid", assicura la Regione.

Le attività inizieranno mercoledì 4 novembre con una giornata di formazione per i tecnici e dal giorno successivo saranno pienamente operative: "Le centrali saranno in funzione 7 giorni su 7, dalle 8 alle 20".

Oltre ai 250 su Firenze, addetti all'area vasta Centro, lavoreranno 150 tracciatori nel polo fieritico di Carrara e 100 in quello di Arezzo, operativi rispettivamente per l'area vasta Nord Ovest e Sud Est.

Tutti sono stati chiamati in base a una graduatoria del dipartimento nazionale di Protezione Civile tra infermieri, medici, tecnici sanitari e anche studenti dell’ultimo anno di medicina e scienze infermieristiche, a seguito di un’intesa tra la Regione e le Università della Toscana.

Personlae che si occuperà anche della sorveglianza sanitaria di coloro che si trovano in isolamento fiduciario, bisognosi di un periodico monitoraggio sullo stato di salute.

“Abbiamo lavorato senza sosta per allestire nei tempi più rapidi possibili le tre centrali di tracciamento. Ci consentiranno di ricostruire la filiera dei contatti e limitare la diffusione del contagio, tutelando anche il sistema ospedaliero. Stiamo facendo sforzi straordinari per garantire la sicurezza sanitaria di tutti. C’è ancora molto lavoro da fare, ma l’impegno è massimo”, assicura Giani.

Un potenziamento all'attività di tracciamento che forse poteva arrivare prima. 

"A me non sembra tardi, è un tempo congruo alla situazione. Se avessimo seguito indicazioni che poi non si realizzavano saremmo stati criticati per sprechi e incapacità di previsione. Noi agiamo quando vediamo che la realtà matura questa richiesta di agire e lo facciamo con grande impegno, ottenendo risultati giorno per giorno", replica Giani alle domande dei cronisti, dopo che negli ultimi giorni da più parti, a livello nazionale, arrivano critiche proprio su questo punto (come su quello del non adeguato potenziamento dei trasporti prima dell'inizio della scuola, data nella quale in Toscana e in altre 5 regioni eravamo ancora in campagna elettorale).

Quanto alle critiche, ad ogni modo, "chi si sente gratuitamente di esprimere le proprie opinioni lo faccia, ma non contribuisce a creare quel clima da 'tutti uniti in squadra' per ottenere il risultato", chiosa Giani.

Altra situazione di grande preoccupazione è quella dei ricoveri negli ospedali. Non tanto per le terapie intensive, che ancora in Toscana reggono, quanto per i posti letto per i ricoveri 'ordinari' dei malati Covid: su ciò il sindaco Dario Nardella, ad esempio, ha già detto che nell'area fiorentina siamo vicini al picco di emergenza registrato nella prima ondata.

"Ci stiamo lavorando ed entro fine mese avremo ulteriori 1.500 posti letto per malati Covid in Toscana", spiega Monia Monni, assessora regionale alla protezione civile e anche lei presente questa mattina alla Fortezza.

E mentre tutti sono in attesa del nuovo Dpcm, Giani sottolinea che ci sono aree della Toscana più a rischio di altre. L'indice di trasmissione del contagio (il famoso 'Rt') in alcune zone è infatti di 1,4 ma in altre supera l'1,5 e che quindi potranno essere valutate "misure (cioè restrizioni, ndr) a livello locale".

Infine, altro tema all'ordine del giorno, quello della possibilità che siano i medici di base ad effettueare i tamponi. "Sì - assicura Giani -, a giorni anche i medici di base inizieranno a fare tamponi". Una data precisa però al momento non c'è.

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