Venerdì, 19 Luglio 2024
Campanello d'allarme

In Toscana calano prestiti e mutui, boom delle surroghe per scegliere contratti più favorevoli

Le maggiori difficoltà riguardano il sistema delle piccole imprese (-7%). La Fisac Cgil chiede un tavolo di concertazione alla Regione

In Toscana calano i prestiti alle imprese (soprattutto alle piccole), seppure in misura inferiore alla media nazionale, decelera l'andamento dei finanziamenti alle famiglie, diminuiscono decisamente i nuovi contratti di mutuo per l’acquisto della casa e soprattutto si impennano le surroghe e le sofferenze. Un quadro a tinte grigie quello illustrato dalla Fisac Cgil Toscana che con il segretario generale Paolo Cecchi chiede “l'intervento della politica per aiutare i cittadini in difficoltà”, invitando la Regione ad attivarsi “per un tavolo di concertazione tra banche e parti sociali”. 

Dai dati Bankitalia relativi ai prestiti erogati dalle banche a fine settembre 2023 (confronto sull'anno precedente), si legge in una nota del sindacato, emerge ancora una volta come l’elevato livello dei tassi di interesse, unitamente alle debolezze del sistema economico del paese, contribuisca a ridurre la richiesta di nuovi prestiti, accrescendo la rischiosità del sistema.

Diminuiscono, ancora, i prestiti erogati al sistema delle imprese (-4%), con maggiori difficoltà per quelle piccole (-7%). Situazione migliore per quanto riguarda i finanziamenti alle famiglie il cui andamento continua peraltro a decelerare (+0,2%). Con specifico riferimento ai prestiti alle famiglie per l’acquisto della casa si rileva in particolare, sempre su base annua, un deciso calo dei nuovi contratti di mutuo sia a livello nazionale (-29%) sia toscano (-28%). Tutte le province toscane registrano cali molto significativi, soprattutto nelle aree interne, ad eccezione di Lucca. 

In forte aumento il numero delle surroghe (sia a livello nazionale, +299,3%, sia regionale, +335,4), dovuto ovviamente alla necessità di scegliere contratti di mutuo più favorevoli. E ancora, si registra un aumento delle sofferenze: +16,2% a livello italiano e +12,56% a livello toscano. Secondo Cecchi, “stiamo progressivamente registrando negativamente gli effetti del giro di vite avviato dalla Banca centrale europea sui tassi al fine di ridurre l'inflazione”. Da qui la richiesta di un intervento della politica, a livello nazionale e locale: La Regione Toscana - l’appello - si attivi per un tavolo di concertazione tra banche e parti sociali”.

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