Giovedì, 23 Settembre 2021
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Stop ai mezzi diesel in centro, polemica dei commercianti: “Necessaria una proroga"

Cioni (Cna): "Un fallimento per la politica locale". Ferretti: (Confartigianato Imprese): "Norma assurda in piena pandemia"

A partire da oggi, mercoledì 31 marzo, i mezzi diesel euro 3 e euro 4 non possono più entrare nella ztl fiorentina. E gli artigiani e i commercianti che chiedevano una proroga, stante il perdurare ed anzi l'acuirsi della crisi economica da Covid, sono sul piede di guerra: dalla Regione, come dal Ministero, nessuna risposta alla loro richiesta di sospensione, denunciano.

"Un silenzio che le imprese non si meritano. Una norma assurda in piena pandemia, considerato che un euro 4 potrebbe essere un mezzo commerciale immatricolato nel 2009 e quindi ancora perfettamente funzionante: come si fa a chiedere oggi alle tante imprese fiorentine in ginocchio di cambiare mezzo per lavorare perché  domani non potranno più circolare in centro. Abbiamo chiesto alla Regione di intervenire con una proroga considerata la situazione di crisi, come è stato fatto in Lombardia e in Piemonte, e lo stesso abbiamo fatto con il Ministero, ma ad oggi nessuna risposta” attaccava ieri pomeriggio il segretario generale di Confartigianato Imprese Firenze, Jacopo Ferretti,  commentando le nuove disposizioni che entrano oggi in vigore.

I commercianti: "Danno enorme"

“Un danno enorme per tutte quelle attività che hanno clienti nel cerchia dei viali e che non possono permettersi di comprare un mezzo di lavoro nuovo - continuava Ferretti - Il bando del Comune di Firenze è uno sforzo che apprezziamo per coprire le spese degli imprenditori per questo disagio, ma non può essere sufficiente. Abbiamo ottenuto, grazie ad un’ordinanza comunale di oggi, delle deroghe per alcune tipologie di attività e da domani potrà entrare chi fa pronto intervento sui impianti termici, idraulici, elettrici e tecnologici".

“Un fallimento della politica locale. Duplice. Perché non è riuscita a comprendere come le spese repentine richieste alle imprese per sostituire il parco macchine siano impossibili da sostenere adesso, dopo che un anno di pandemia ha messo al tappeto il sistema imprenditoriale. E perché, in un rimpallo di competenze tra enti locali che assomiglia pericolosamente alla rodata ‘tecnica dello scaricabarile’, non è al momento riuscita ad ottenere un rinvio che altre regioni, che pure dovevano ugualmente attenersi alle direttive europee sullo smog, hanno ottenuto in 3 giorni” commenta poi Giacomo Cioni, presidente di CNA Firenze Metropolitana.

Lombardia vs. Toscana

Il riferimento del presidente degli artigiani fiorentini va alla sospensione del provvedimento fino al termine dell’emergenza sanitaria ottenuto dalla Lombardia (ordinanza 675 dell’8 gennaio 2021), con l’accordo del Ministero dell’Ambiente, dopo che la questione era tornata nuovamente alla ribalta il 5 gennaio, avvicinandosi la data di entrata in vigore del provvedimento (11 gennaio). E la Lombardia non è sola, ma in buona compagnia: Veneto, Emilia Romagna e Piemonte.

“Semplice buon senso perché accanto alle ragioni di ordine economico, ci sono anche quelle dell’emergenza epidemiologica – commenta Luca Tonini, presidente di Cna Toscana - Le restrizioni al trasporto pubblico e alla mobilità privata e le misure di sicurezza adottate per limitare il contagio risultano infatti incompatibili con un ulteriore intervento restrittivo sulla mobilità individuale”.

Cna: "contributi insufficienti"

Quanto ai contributi regionali previsti per la sostituzione dei diesel euro 4, CNA ritiene non siano sufficienti, sia perché rivolti al solo Comune di Firenze e non all’intera Città Metropolitana (altro ente contattato invano da CNA), sia perché scarsi tanto in valore assoluto, che come quota percentuale (50%) di copertura dei costi: “spese che adesso nessuna impresa può sostenere, non solo le piccole, ma anche quelle più grandi come provano le deroghe concesse dal provvedimento al comparto pubblico, alle aziende ad esso collegate e a quello sociale” concludono Cioni e Tonini.

Niente stop, infatti, per i veicoli inquinanti del trasporto pubblico locale, del servizio di igiene urbana, Forze di polizia, Forze Armate, Vigili del Fuoco, Protezione Civile, Pubbliche assistenze, Misericordie, manutenzione delle infrastrutture pubbliche e così via.

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