Coronavirus in Toscana, il vero rischio è la pandemia economica: -70% in agriturismo, -50% in hotel

L'effetto Covid-19 travolge le categorie economiche. Nardella: "Non esiste un caso Italia, evitare allarmismi"

A Firenze si cominciano a registrare dati sul turismo “Purtroppo molto negativi. Faccio un esempio concreto: solo al museo di Palazzo Vecchio, abbiamo 7.000 visitatori in meno rispetto allo stesso periodo del 2019”, ha detto il sindaco Dario Nardella.

Negli ultimi giorni Nardella ha lanciato numerosi messaggi per far rientrare il panico: “Non esiste un caso Italia - ha dichiarato -. Affrontiamo questa epidemia in modo concreto e serio, senza allarmismi. Evitiamo una pandemia economica”.

Ed è proprio lo spettro della “pandemia economica” che adesso agita tutte le associazioni di categoria. “Servono subito misure straordinarie di sostegno a imprese e lavoratori - sostiene Confartigianato Firenze - Non possiamo aspettare che la situazione precipiti”.

E Confesercenti Toscana: “Bisogna attivare interventi istituzionali rivolti al mondo delle imprese, per la salvaguardia del tessuto delle piccole e medie imprese e dei dipendenti di un settore determinante per la nostra regione”. “Siamo al 70% di prenotazioni disdette in agriturismo dai turisti, l'indotto ricettivo è al collasso” sottolinea Coldiretti Toscana.

“Vedo un grave rischio di sottovalutazione sulla situazione economica che rischia di precipitare senza che le istituzioni assumano fin da subito le misure necessarie a salvaguardare imprese e posti di lavoro” sostiene Paolo Gori, presidente area commercio e servizi Confartigianato Firenze.

“Di fronte a noi c'è una vera e propria emergenza economica prodotta dagli effetti indiretti del Coronavirus che non può essere sottovalutata – aggiunge Gori -  soprattutto nei confronti delle aziende a conduzione familiare, delle piccole e medie imprese artigianali e commerciali. Si rischia di far saltare definitivamente i bilanci”.

D'altronde, il crollo della domanda turistica e lo stop alle esportazioni di beni in mercati fondamentali per i prodotti dell'area fiorentina come il mercato cinese, sono ormai un dato accertato. Come la crisi nei trasporti: gli Ncc lamentano un calo del 60%, i tassisti fanno meno corse, in tram e bus lo spazio a disposizione aumenta.

Gori rincara la dose: “Nei magazzini ci sono quantità di merci acquistate in previsione di uno sviluppo normale della nostra economia e che invece rischiano di rimanere invendute, gli esercizi pubblici stanno subendo una forte contrazione dal fatto che la paura sta tenendo in casa sempre più persone, mentre già ora la contrazione di turisti per hotel e alberghi e valutabile nell'ordine di un calo superiore al 50%”.

Sulla stessa linea Confesercenti Toscana: “Il comparto turismo è già in zona rossa, è necessario attivare interventi istituzionali rivolti al mondo delle imprese, per la salvaguardia delle stesse e dei dipendenti di un settore determinante per la nostra regione”.

L'associazione di categoria denuncia: “Le attività ricettive sono travolte da un diluvio di disdette, e la stagione primaverile appare seriamente compromessa, con ulteriori danni non solo per alberghi e bed&breakfast, ma anche bar, ristoranti e attività commerciali”.

“L’indotto ricettivo è al collasso – rincara la dose Coldiretti Toscana - Con il sistema di alberghi collegati alla ristorazione negli agriturismi che sta subendo un contraccolpo difficilmente arginabile”.

“I nostri operatori agrituristici segnalano numerose disdette per il servizio di ristorazione, collegato alla ricettività negli alberghi dove le cancellazioni si stanno moltiplicando. Lo stop di importanti fiere sta facendo il resto” racconta Luca Serafini, presidente dell'associazione agrituristica Terranostra Toscana.

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“Le disdette stanno arrivando da Paesi quali Canada e Usa, ma anche Belgio, Olanda, Germania e Paesi Scandinavi, a cui i nostri agriturismi rispondono offrendo la possibilità di slittare il periodo di vacanza in periodi successivi, in modo da conservare la fiducia dei clienti” conclude.

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