Economia

Coronavirus: segno ancora negativo per l'export toscano ma il calo si riduce

Nel terzo trimestre 2020 importante 'rimbalzo' per le esportazioni distrettuali toscane: calo contenuto al -8,7% rispetto al trend mostrato nel 1° trimestre (-14,2%) e nel 2° trimestre (-48,7%). Tra gennaio e settembre 2020 vendite all'estero per 11,5 mld

Nel terzo trimestre 2020 le esportazioni distrettuali toscane realizzano un importante rimbalzo e contengono il calo al -8,7% rispetto al trend mostrato nel 1° trimestre (-14,2%) e nel 2° trimestre (-48,7%). Come spiega il "monitor dei distretti della Toscana" realizzato dalla direzione studi e ricerche di Intesa Sanpaolo, nei primi nove mesi del 2020 le vendite all’estero dei distretti toscani segnano complessivamente 11,5 miliardi di euro, con una riduzione del -25% ma con un recupero nel 3° trimestre abbastanza diffuso grazie a 8 distretti sui 20 monitorati che sono tornati a crescere.

Tra le province che presentano specializzazioni distrettuali, nel 3° trimestre si distinguono con risultati positivi il territorio di Lucca (+21%), grazie in particolare alla Nautica di Viareggio e all’Olio toscano, la provincia di Pistoia (+10%), trainata dal Florovivaismo, e la provincia di Siena (+12%), grazie soprattutto all’Olio toscano e alla ripresa della Camperistica della val d’Elsa.

Moda&artigianato

Il sistema moda si conferma come il comparto più rilevante in termini di esportazioni, ma anche quello che ha maggiormente sofferto degli effetti della crisi in corso perché più impattato dalle misure di contenimento che hanno imposto la chiusura delle realtà produttive nei mesi primaverili, la limitazione agli spostamenti e la contrazione dei flussi turistici, insieme alle restrizioni ancora presenti nella componente a valle della distribuzione. Tuttavia, i distretti del sistema moda, dopo un 1° semestre particolarmente penalizzante (-38,8%), hanno contenuto il calo del 3° trimestre al -15,2%. A questo risultato hanno contribuito in particolare i distretti aretini della Pelletteria e calzature e del Tessile e abbigliamento, che nel 3° trimestre hanno ottenuto una crescita nelle esportazioni rispettivamente del 45,9% e del 49,5%, grazie ai progressi registrati soprattutto in Cina e probabilmente per effetto anche di politiche distributive e del completamento di investimenti logistici di un primario operatore dei distretti.

Covid: pelletteria, è crisi nera

Anche il distretto della Pelletteria e calzature di Firenze ha segnato un aumento significativo delle esportazioni verso la Cina nel 3° trimestre (+89%). Tra i distretti del sistema moda è interessante sottolineare il risultato del distretto del Tessile e abbigliamento di Prato, che nel 3° trimestre ha segnato un calo tendenziale delle esportazioni del -8,7%, con un rimbalzo importante rispetto al -47,8% del periodo aprile-giugno: questo andamento ha interessato sia la componente del tessile, sia la componente dell’abbigliamento. Tra i distretti della pelletteria, invece, mostra ancora segnali di maggior difficoltà la Concia e calzature di Santa Croce sull’Arno con un calo nel 3° trimestre del -30%.

Il distretto dell’Oreficeria di Arezzo invece risente, oltre che delle misure restrittive per il contenimento della pandemia, anche delle quotazioni dei preziosi che hanno raggiunto livelli massimi con effetti depressivi sulla domanda. Inoltre, i consumi risentono della chiusura dei canali distributivi che non possono essere sostituiti facilmente con l’online e dell’annullamento delle cerimonie, che rappresentano un driver importante per questo settore. Il distretto ha comunque ottenuto un miglioramento nelle variazioni tendenziali ed è passato dal -76% del 2° trimestre al -24% nel periodo luglio-settembre, con il ritorno alla crescita delle esportazioni dirette verso la Francia (+11,3%) e la Repubblica Dominicana (+11,8%) e risultati in netto miglioramento anche verso gli Stati Uniti (-2%). Ancora pesantemente negativi, invece, i valori esportati verso gli Emirati Arabi Uniti e Hong Kong.

Agroalimentare

L’unico comparto che chiude i primi nove mesi del 2020 con segno positivo è quello dell’agro-alimentare, che si conferma tra i più resilienti rispetto alla crisi in corso, sostenuto dai buoni risultati del distretto dell’Olio toscano (+3,8% nel 3° trimestre, +9,4% nei primi nove mesi del 2020), che cresce in tutti i primi mercati di riferimento e soprattutto nel mercato nord-americano, e del distretto del Florovivaistico di Pistoia, che grazie alla capacità di cogliere la ripresa dei mesi estivi (+33,4%) riesce a confermare i valori di esportazioni dei primi nove mesi del 2019 (-0,6%).

Contiene le perdite, ma non riesce a tornare in positivo, il distretto dei Vini dei colli fiorentini e senesi, che chiude il 3° trimestre con un calo del -11%: sicuramente il distretto è stato impattato dalle limitazioni al canale Ho.Re.Ca, dalla chiusura delle enoteche e dai minori flussi turistici, ma è importante evidenziare che il 2019 era stato l’anno con il valore maggiore di esportazioni (711 milioni di euro) dal 2008 e che proprio nel 2019 i vini toscani complessivamente avevano superato la soglia di 1 miliardo di euro di esportazioni (terza regione dopo Veneto e Piemonte).

Industria

La ricerca di vacanze “sicure” dal punto di vista del contagio ha portato effetti positivi per i distretti della nautica e della camperistica. La Nautica di Viareggio ha realizzato un incremento nelle esportazioni del 3° trimestre del 47,8%, contenendo il ritardo rispetto ai primi nove mesi del 2019 al -4%. Anche il distretto della camperistica della Val d’Elsa evidenzia nell’andamento dell’export (+4,2%) i possibili benefici di un maggior ricorso alle vacanze in camper, fenomeno riscontrabile anche a livello europeo.

I distretti della meccanica, influenzati dalla forte incertezza e dal freno agli investimenti, mostrano nel terzo trimestre due andamenti divergenti da interpretare in considerazione delle rispettive filiere attivanti: il distretto delle Macchine per l’industria cartaria di Lucca incrementa le vendite all’estero del +7,2%, mentre le Macchine per l’industria tessile di Prato registrano un calo tendenziale del -44,8%. L’andamento dell’export del distretto del Cartario di Lucca è da mettere in relazione con la specializzazione verso i prodotti del segmento del tissue e dei cartoni da imballo, che sono stati oggetto di maggior domanda per le richieste sanitarie e per l’incremento delle vendite online che attivano il segmento degli imballaggi. Dopo la crescita dei primi due trimestri, segna un calo nel 3° trimestre del -12%, che complessivamente si traduce sui primi nove mesi in una sostanziale tenuta rispetto al corrispondente periodo del 2019 (-1,3%).

Nel sistema casa, il distretto del Marmo di Carrara nel 3° trimestre mostra una tenuta maggiore nella componente lavorata che segna un calo del -9,4% rispetto al -16,0% del marmo grezzo. Segno positivo delle esportazioni del 3° trimestre per il distretto del Mobile di Quarrata (+18,2%), da ricondurre in particolare a Paesi Bassi e Stati Uniti, mercati nei quali le vendite trimestrali sono quasi raddoppiate. Tra le specializzazioni produttive toscane si rafforza la componente della farmaceutica e del biomedicale, che complessivamente nei primi nove mesi del 2020 ha incrementato le esportazioni di oltre 680 milioni con una crescita del 34,4%. In particolare, tra i due poli monitorati continua la crescita delle esportazioni della farmaceutica (+56,4% nel 3° trimestre e +39% nei primi nove mesi del 2020), mentre il polo del biomedicale di Firenze risente di un andamento in decrescita (-13,5%) anche se in miglioramento rispetto al trimestre precedente (-19,8%).

I mercati di destinazione

Tra i mercati di destinazione spicca la crescita delle vendite in Cina (+85% nel 3° trimestre), guidate dai distretti della moda aretini, dalla Pelletteria di Firenze e dalle Macchine per l’industria cartaria di Lucca, oltre al ritorno in territorio positivo delle esportazioni verso Germania (+5,0%) e Regno Unito (+5,3%), trainate dal comparto agro-alimentare e dalla filiera del Cartario di Lucca.

Export: la manifattura fiorentina 'vola' in Germania

I risultati emersi nei mesi estivi in termini di esportazioni testimoniano la buona capacità di reazione del tessuto produttivo distrettuale toscano; le stime sul 2020 restano comunque di un calo delle esportazioni distrettuali, penalizzate inoltre dalla recrudescenza della pandemia nei mesi autunnali. Nel corso del 2021 l’export distrettuale potrà tornare a competere e riprendere un percorso di crescita sostenuto da buone prospettive della domanda internazionale, soprattutto nella seconda parte dell’anno.

Severini (Intesa San Paolo): "Ora serve il rilancio"

“La Toscana esprime dei fondamentali solidi, che sono la forza dei nostri distretti industriali.  Sono convinto che la situazione economica potrà recuperare appena si normalizzerà quella sanitaria, grazie al vaccino, dichiara Luca Severini, direttore regionale Toscana e Umbria Intesa Sanpaolo. Nella prima fase del lockdown abbiamo assicurato alle PMI la necessaria liquidità per resistere all’impatto iniziale, concedendo 27.000 moratorie alle imprese toscane, per un debito residuo pari a oltre 4,8 miliardi di euro, oltre a più di 24.000 finanziamenti per l’emergenza Covid, pari a 2,5 miliardi di euro. In questa seconda fase le aziende si concentrano sulle azioni utili al rilancio, ovvero l’innovazione, l’internazionalizzazione, il rafforzamento del digitale, la svolta green, leve fondamentali per rispondere all’attuale contesto. Noi siamo pronti a fornire il massimo sostegno, non solo finanziario”.

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