Cronaca

Maxi gara regionale dei bus, il Consiglio di Stato chiama tre prof per rileggere le carte

Mobit: "Sconfessato il Tar". Autolinee Toscane: "Non è così". Mazzetti (FI): "Istituzioni non sono state super partes"

Nuovo capitolo nella lunga battaglia legale per l'affidamento del servizio tpl regionale su gomma.

Il Consiglio di Stato ha infatti emesso un'ordinanza sul ricorso di Mobit contro l'affidamento della contestatissima gara unica sul trasporto pubblico locale su gomma, disponendo una 'verifica tecnica' affidata a tre docenti universitari.

La nuova udienza è stata fissata per il prossimo 11 marzo.

"Non è un semplice rinvio - attacca il consorzio Mobit - ma la sconfessione di quanto stabilito dalla sentenza del Tar che abbiamo impugnato.

Di "lettura distorta e di parte dell'ordinanza del consiglio di stato da parte di Mobit", parlano invece da Autolinee Toscane (gruppo francese Ratp), gli aggiudicatari della maxi gara miliardaria. 

Forza Italia all'attacco

Sulla vicenda interviene anche la parlamentare di Forza Italia Erica Mazzetti: "Il Consiglio di Stato ha emesso un’ordinanza per chiarire i dubbi avanzati da Mobit nel merito del Pef (piano economico finanziario) dell’offerta presentata a suo tempo dai francesi di Autolinee Toscane. Finalmente la vicenda della gara del tpl regionale sarà a tutti più chiara e, probabilmente, chi fino ad ora sollevava dubbi su coloro che criticavano e contestavano dovrà rapidamente ricredersi".

"A tutti gli effetti, dopo l'intervento del Consiglio di Stato e la fissazione della nuova udienza per l’11 marzo 2021, si realizza la sconfessione di quanto stabilito dalla sentenza del Tar Toscana - prosegue Mazzetti -. La battaglia di Forza Italia che in questi mesi ha sempre sollevato molteplici dubbi verso la ex giunta regionale e la gestione dell'allora governatore Rossi non era propaganda elettorale ma analisi scrupolosa dei fatti."

Maxi gara Tpl: indagato Enrico Rossi

"L'atteggiamento della sinistra regionale che più volte alle critiche rispondeva accelerando le procedure formali della gara Tpl era assai strano e incomprensibile. Dalle istituzioni ci aspettavamo infatti un atteggiamento 'super partes', volto soltanto a garantire un trasporto pubblico locale funzionante e proporzionato alle esigenze del territorio. Nulla di più" conclude Mazzetti.

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